Differenze di genere. Coppola e Ghezzi (Futura18) replicano a Cia (AGIRE): “Accuse infondate, il convegno non rifugge il dibattito”

I Consiglieri provinciali di Futura 2018 Lucia Coppola e Paolo Ghezzi hanno voluto rispondere, attraverso una nota, alle dichiarazioni di Claudio Cia (AGIRE) sul convegno “Educare a riconoscere e valorizzare la differenza di genere” che si terrà domani alla Sala della Cooperazione.

Lucia Coppola e Paolo Ghezzi a seguito delle accuse mosse dal Consigliere Cia hanno replicato: “non spetta a noi difendere l’Università di Trento e le sue iniziative culturali e scientifiche. Ma, a fronte della scatenata e infondata “lettura” polemica del consigliere provinciale di Agire Cia ci tocca replicare, per amore di obiettività. Il cosiddetto “controconvegno” che si terrà domani alla Sala della Cooperazione e che ha scatenato l’accesa reazione di Cia è intitolato: “Educare a riconoscere e valorizzare la differenza di genere” e sottotitolato “(art. 2 LP5/2006”). Il sottotitolo richiama la legge provinciale 7 agosto 2006, n. 5 “Sistema educativo di istruzione e formazione del Trentino” detta anche comunemente “legge provinciale sulla scuola”: è la carta fondamentale su cui si regge il sistema scolastico trentino, eccellenza della nostra autonomia. Due parole – eccellenza ed autonomia – a cui l’attuale maggioranza ha rinunciato già da tempo, con una supina reverenza a favore del potere della Lega nazionale. L’articolo 2 della legge provinciale sulla scuola, che è citato sulla locandina dell’evento, serve a definire le finalità e i principi generali del sistema scolastico e formativo trentino, tra questi alla lettera m) c’è l’intento di riconoscere e valorizzare la differenza di genere attraverso la realizzazione di interventi volti al sostegno delle pari opportunità tra uomo e donna: ecco quindi perché è stata organizzata l’iniziativa! Per rispondere ad un obiettivo, fissato per legge, del sistema educativo trentino”.

Proseguendo nel loro intervento i Consiglieri Coppola e Ghezzi hanno aggiunto: “a tale scopo probabilmente è seguita la necessità avvertita dall’Università di Trento in collaborazione con la rete degli istituti scolastici di Trento di riportare il dibattito sulla differenza di genere ad un livello scientifico tramite un’iniziativa formativa. La conferenza, pur se rivolta ad una platea ridotta (è infatti mirata a docenti, genitori ed educatori), si terrà nella Sala della Cooperazione di via Segantini, la cui capienza ammonta circa a 500 persone. Non rifugge quindi il dibattito e anzi, lo amplia ad un vasto numero di persone: organizzazione ben diversa dall’incontro aperto al pubblico del 22 marzo scorso, “Donne e uomini: solo stereotipi di genere o bellezza della differenza?” in Sala Belli della Provincia (80 posti, di cui 30 già occupati) che ha precluso di fatto l’accesso a decine di interessati, con le conseguenti proteste poi malissimo gestite dalla presidenza della Provincia, unicamente con il ricorso alle forze dell’ordine. Questa è quindi la differenza tra una conferenza organizzata dall’Università di Trento in collaborazione con la rete degli istituti scolastici di Trento, soggetti istituzionali che trovano nell’educazione e nella formazione la propria ragione d’essere e un incontro presieduto da un’assessora e un assessore che hanno deciso la cancellazione dei corsi sull’educazione di genere senza neppure un confronto con chi li gestiva, per poi affermare a “porte semichiuse” e con esperti schierati e militanti anti-gender la loro visione sul mondo delle differenze di genere: l’apertura al dialogo”.

In seguito Lucia Coppola e Paolo Ghezzi hanno ribadito ancora una volta il loro dissenso nei confronti delle parole di Claudio Cia, reo di aver sconsigliato l’apertura al dialogo alla collettività, evidenziando poi come una delle relatrici del convegno, Barbara Poggio, si sia più volte espressa in favore del sapere scientifico su temi delicati come le differenza di genere.

Infine Coppola e Ghezzi hanno invitato il Consigliere Claudio Cia ad organizzare un altro incontro con relatori ancora più qualificati di quelli di domani. Concludendo con: “ci si domanda però, visto che diffida del sapere dell’Università e delle scuole e degli esperti della materia trattata, dove mai li troverà”.