+Europa Trento: “L’integrazione garantisce sicurezza”

“Non c’è sicurezza senza integrazione, e non c’è integrazione senza conoscenza della lingua. Ecco perché Fugatti sbaglia: tagliare sui corsi di italiano agli stranieri significa avere una visione strategica della sicurezza miope e controproducente”. Lo afferma in una nota Enrico Oliari, membro del comitato promotore di +Europa Trento, il quale ha continuato affermando che “Noi di +Europa applaudiamo all’iniziativa di ‘Rete Italiano a Trento’, ma continuiamo a trovare illogico che a mancare sia il finanziamento pubblico provinciale a questo aspetto fondamentale dell’accoglienza”.

“‘Rete Italiano a Trento’ – ha spiegato Leonardo Baccin dello stesso comitato – raccoglie 18 associazioni che hanno saputo mettere in campo 200 volontari per insegnare la nostra lingua a immigrati provenienti da 73 paesi, sostituendosi di fatto a ciò che dovrebbero fare le istituzioni locali. Non ci si può lamentare se chi arriva si porta ai margini della società, nel momento in cui viene tolta la possibilità di comunicare: la conoscenza della lingua corrisponde all’inserimento nel mercato del lavoro e quindi ad un ruolo attivo nel mercato del lavoro trentino”. “Le parole grosse e le frasi roboanti – ha concluso Baccin – si scontrano con la realtà di un mondo che cambia, e noi di +Europa siamo convinti che solo valorizzando l’individuo in quanto tale, a prescindere dalla sua provenienza, possiamo creare un futuro più sicuro per tutti”.