Fondi maltempo, Marini: “M5S si è mosso subito per i trentini”

Sui fondi per il Trentino stanziati dal Governo ha mostrato soddisfazione anche Alex Marini, Consigliere provinciale del Movimento 5 Stelle. “Sono orgoglioso del sostegno mostrato dal Governo. C’era qualcuno che ne metteva in dubbio l’affidabilità nel mantenere gli impegni, evidentemente si sbagliava” afferma il Consigliere pentastellato. Di seguito l’intervista.

Quali sono le sue reazioni riguardo questo importante successo per la Provincia autonoma di Trento, che si è vista concedere quasi 220 milioni per i danni causati dal maltempo?

Se pensiamo ai tempi medi di reazione alle emergenze della macchina statale, questa è stata una risposta lampo. È la dimostrazione della bontà della scelta di assicurare un bilanciamento nella destinazione dei fondi pubblici che ha garantito risorse certe per il riassetto idrogeologico, fornendo sostegno alla rapida risoluzione delle emergenze e non solo alla realizzazione delle grandi opere, che spesso si rivelano inutili e costose“.

In questa delicata trattativa tra Trento e Roma, che ruolo ha avuto il Movimento 5 Stelle Trentino? Un semplice sostegno oppure un impegno in prima linea?

Sin dal termine della tempesta, il Movimento 5 Stelle Trentino si è subito mosso per fare una valutazione realistica dei danni per poi segnalare la necessità di una risposta urgente da parte del Governo nazionale. Io stesso ho contattato il Sindaco di Dimaro per effettuare un sopralluogo dell’alluvione del rio Rotian, sollecitando poi il Ministro per i Rapporti col Parlamento Riccardo Fraccaro a fare altrettanto per avere chiara l’entità della tragedia. Più in generale posso dire che l’M5S Trentino è molto attivo e presente in Commissione maltempo, sollecitando i colleghi ad un confronto puntuale e serrato con i rappresentanti delle amministrazioni locali“.

L’impegno è stato solo politico?

I veri protagonisti sono stati le migliaia di volontari e professionisti, pubblici e privati, che sono intervenuti già durante l’evento meteorologico. Da questo punto di vista il Trentino è da sempre un grandissimo esempio, unico nel suo genere direi“.

Ha già citato Riccardo Fraccaro tra i protagonisti della trattativa. In possibili scenari futuri, il Ministro trentino potrebbe giocare ancora un ruolo chiave?

Durante la scorsa legislatura, l’allora deputato Fraccaro ha messo a disposizione del territorio trentino risorse per supportare i portavoce, lasciando libertà di iniziativa politica e organizzativa. Ora ricopre un ruolo molto più delicato all’interno del Governo, deve attenersi alle funzioni previste per un ministro. Sotto il profilo istituzionale, ha dimostrato di sapersi rapportare con il Presidente Fugatti ottenendo profitto per i tutti i trentini, questo è ciò che conta secondo me. Riccardo Fraccaro possiede un forte senso dello Stato e crede genuinamente nel valore dei cittadini. Sta lavorando in questa direzione dimostrando di avere una visione di lungo periodo, che superi la logica meramente elettorale. Gli scenari futuri saranno determinati solo dalla capacità di fare buona politica“.

Il Governo del cambiamento continua ad operare in sinergia, appianando spesso differenze sostanziali nel programma. Ci possono essere margini di una collaborazione anche in Trentino, alla luce anche di questo risultato?

L’alleanza di Governo si basa su un contratto, messo nero su bianco. Quello è il limite entro il quale ci si può muovere a Roma. A Trento noi siamo all’opposizione, fermo restando che il nostro punto di riferimento è l’interesse dei cittadini. Voteremo a favore di tutti quei provvedimenti che condivideremo, ci opporremo agli altri“.

Quindi sarà un’opposizione costruttiva…

Da parte mia ci sarà sempre lo sforzo di agire con un approccio operativo serio, fattuale e non ideologico. Se ci sono idee condivisibili noi non ci rifiuteremo certamente di collaborare. Basta vedere il sostegno ai Vigili del Fuoco: in quel caso la convergenza con Fugatti e la Giunta è emersa in maniera spontanea, dando luogo a risultati significativi. Stiamo affrontando senza troppo clamore questioni lasciate in sospeso da anni e le stiamo risolvendo. In altri casi ho contrastato alcune scelte ma non in maniera cieca: ho sempre messo sul piatto proposte alternative che potessero essere appetibili per tutte le parti. Il vero cambiamento sta anche nel metodo con cui si affrontano i processi decisionali“.

Ma così non vi è il rischio di sovrapporre la Lega al Movimento?

Non nascondiamoci, fra noi e la Lega sussistono forti differenze, in primo luogo sul tema dello sviluppo. Per noi il territorio va valorizzato puntando su quelle caratteristiche che lo rendono unico, le opere si devono fare quando sono utili ai cittadini, non a quelle élite che raccoglieranno i frutti dell’intervento pubblico. Il territorio non migliora di certo a colpi di colate di cemento, piazzando tralicci di funivie nei laghetti montani, aumentando lo smog o il consumo di pesticidi. Bisogna portare avanti lo sviluppo in un’ottica di sostenibilità, altrimenti produrrà danni e non benefici“.