Gestione calore ospedali. Bezzi, Cia e Savoi: “La risposta del Direttore Bardon lascia sbigottiti”

“Stupisce che, a fronte del silenzio istituzionale su un’interrogazione legittima fatta all’assessore Zeni, referente per le istituzioni sanitarie trentine, risponda invece il Direttore dell’Azienda Sanitaria, dimostrando la totale indifferenza del sistema verso le regole istituzionali stabilite dall’Autonomia trentina e dal Consiglio provinciale”. Con queste parole in una nota congiunta i Consiglieri Giacomo Bezzi – Forza Trentino, Claudio Cia – AGIRE per il Trentino, Alessandro Savoi – Lega Nord Trentino.

Da regolamento, la risposta ad una interrogazione – secondo gli stessi consiglieri – dovrebbe arrivare al Consigliere entro 30 giorni, cosa questa, che non è avvenuta. Stesso prodotto ha avuto la richiesta di accesso agli atti: “lo zero assoluto”.

A seguito della conferenza stampa di ieri tenuta dai consiglieri, ecco che arriva immediatamente la risposta, ma non dall’assessore e – ci tengono a sottolineare – solo attraverso i giornali: “questo la dice lunga sulla gestione personalistica dei dirigenti e sul reale rispetto del ruolo rappresentato dai Consiglieri provinciali”. 

Entrando poi nel merito della risposta del Direttore Bordon, fornita attraverso la stampa, i Consiglieri rimarcano il fatto che si sentano “letteralmente sbigottiti per i toni che paiono fin irrisori verso gli interroganti”. 

Quindi per quale ragione è stata concessa la proroga del contratto gestione calore? “Perchè abbiamo preferito attendere di «avere» il Not prima di bandire la gara”.

Il dirigente, dunque, “giustifica una proroga di 4 anni con garanzie di risparmio date dalla gestione attuale (che però, in assenza di una gara con più offerte, non può assicurare sia la migliore possibile), inoltre si nasconde dietro alla “storia infinita” del NOT, per cui anche un bambino è in grado di capire che ci vogliono ben più di 4 anni per arrivare alla sua costruzione”. 

Ad ogni modo, se le motivazioni della proroga erano semplici e lineari, “non si comprende – ci tengono a ribadire i Consiglieri Provinciali – il perché della mancata risposta e diniego di accesso agli atti; altrimenti, vista anche la risposta decisamente ridicola del dirigente, nonché il silenzio dell’assessore, si dovrà concludere che qualcosa sotto davvero ci cova”. 

“Pertanto – hanno concluso – prendiamo atto della situazione e vedremo se le risposte dateci attraverso la stampa, snobbando di fatto il nostro ruolo istituzionale, saranno apprezzate anche dalla Corte dei Conti, visto che il risparmio economico ed ambientale, non lo possiamo calcolare per quelle imprese che non hanno potuto partecipare ad una gara mai effettuata”.