Ghezzi (Futura): “Quanto ha speso la Provincia per il Festival dell’Economia?”

photocredit: consiglio della provincia autonoma di trento

Il Consigliere provinciale Paolo Ghezzi incalza la Giunta Fugatti sul tema del Festival dell’Economia, da poco concluso e che ha visto qualche strascico polemico negli ultimi giorni.

Da 14 anni, il Festival dell’Economia rende ogni anno per quattro giorni la città di Trento viva, aperta al confronto, al sapere e alla conoscenza internazionale e multiculturale” sostiene Ghezzi. “Nelle parole dello stesso Fugatti, il Festival è un orgoglio per la comunità trentina, un modello vincente che ha ricadute sull’economia della città e di tutta la provincia“.

L’edizione che si è conclusa ieri ha avuto sì un buon successo di pubblico, ma sono mancati alcuni interlocutori istituzionali, come ad esempio il Ministro dell’Interno e Vicepremier Matteo Salvini” nota il Consigliere di Futura, che poi ringrazia il comitato editoriale – rappresentato da Innocenzo Cipolletta e Tito Boeri – per la scelta dei contenuti e dei relatori.

Il carattere pluralistico del Festival – continua Ghezzi – è ciò che lo rende apprezzato. Ma la malcelata antipatia per Boeri da parte del Governo nazionale e provinciale, tanto da supporre che il prossimo anno possa esserci un ‘cambiamento’ all’interno dell’organizzazione e la convinzione da parte dell’attuale Giunta che il Festival si stato una passerella di parte, fa pensare che potrebbe esserci una formula diversa per la prossima edizione del Festival“.

L’approccio dell’attuale Giunta, che poco crea e molto distrugge del modello trentino, sembra voglia trovare applicazione anche nel Festival dell’Economia, che non è una passerella di partito ma della bellezza dell’intelligenza della città di Trento” afferma il Consigliere, che conclude ponendo diverse domande.

A quanto ammonta, a consuntivo, la spesa totale a carico della Provincia per la XIV edizione del Festival? Che differenza c’è con il consuntivo finale dello scorso anno? La peculiarità del Festival non è forse la sensibilità all’attualità, senza pregiudizi, e l’indipendenza scientifica? Fugatti ha davvero intenzione di intervenire sull’organizzazione del prossimo Festival, cambiando il comitato editoriale e il direttore scientifico per renderli più omogenei?” conclude Ghezzi.