Stefano Osele, 19 anni, è stato eletto alle scorse elezioni comunali a Trento consigliere comunale.  Rappresenta il lato giovane della Lega Nord, un mondo che spera di porsi come forte alternativa al governo di centrosinistra. Parlando con lui emerge una forte volontà di superare il concetto di centrodestra, preferisce parlare di Destra. La sua non è stata una scelta facile, ma il cuore ha vinto sulla ragione. Attenzione però a ritenerlo un ragazzo emotivo, si rende conto di aver assunto un ruolo importante e di responsabilità nei confronti dei suoi elettori. Di lui si parlerà a lungo visto che ha tutte le carte in regola per fare una lunga carriera all’interno dei palazzi della politica, ovviamente non da spettatore.

A 19 anni sei stato eletto consigliere comunale della Lega Nord, che cosa hai provato alla notizia?
Innanzitutto una grossa responsabilità nei confronti dei giovani, ma anche nei confronti di tutti coloro che mi hanno votato. Penso che si possano fare delle cose molto interessanti per tutto l’elettorato. La destra della Lega ha dimostrato di esserci, di voler cambiare le dinamiche presso il Comune di Trento in occasione di queste ultime elezioni. Lo ritengo un ottimo risultato, la lega è riuscita a triplicare il numero di consiglieri in aula.

I giovani si mostrano sempre meno interessati alla politica. Quali possono essere le cause?
A mio avviso il problema alla base è quello dovuto all’astensionismo e alla sfiducia nella politica. Ritengo che parte del problema è attribuibile ai genitori e al loro disinteresse verso la cosa pubblica. Parte già in famiglia quest’idea di dire tutti sono ladri, la politica è una cosa sporca, sono tutti raccomandati; così non si va da nessuna parte.

E una soluzione al problema?

Un giovane, invece di farsi influenzare, dovrebbe informarsi in modo autonomo. Basterebbe guardare la televisione, leggere gli articoli, sia di destra che di sinistra,  per farsi una cultura sull’intero panorama politico. Chiunque può contribuire a voler migliorare l’Italia, o il trentino o anche un comune come quello di Trento. Lamentarsi è un qualcosa di fine a se stesso, è inutile e ipocrita. Il mio è un invito ai giovani di informarsi, ed eventualmente a tesserarsi nel partito di cui condivido il pensiero.

Come sei entrato nella Lega Nord?
Sentivo da tempo in molti affermare che  Trento era morta, che non c’era un’attenta politica nei confronti delle esigenze dei giovani. Ad un certo punto mi sono detto che non aveva senso continuare a lamentarsi, era necessario che si agisse in qualche modo. Ho per questo contattato  su Facebook il consigliere provinciale Maurizio Fugatti e gli ho chiesto se mi potevo tesserare. Quando lo ho incontrato mi sono proposto di candidarmi in circoscrizione e lui mi ha chiesto se mi volevo candidare anche per il comune, ho accettato la proposta. Ma questo è il passato, io voglio lanciare una promessa: voglio fare attivamente alla politica e non stare su una sedia a scaldarla.

Come vedi la Lega Nord tra dieci anni?
Un successo attuale è stato quello di non guardare solo a una limitata fetta di territorio ma a tutta l’Italia. Sinceramente la vedo tra dieci anni più giovane, in questi ultime elezioni vi è stato del resto un grosso incremento di giovani. Ma non è solo una freschezza di persone, la Lega è giovane anche perché presenta idee positive e vuole cambiare il governo del paese.

E il futuro del centrodestra?
Io attualmente per quanto riguarda il centrodestra, anche se preferisco parlare solamente di Destra, vedo solamente la Lega.

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