Giuliana: “Rossi non permetta agli indottrinatori dell’ANPI di operare nelle scuole”

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Antonio Gramsci scriveva che «una menzogna in bocca a un comunista è una verità rivoluzionaria». “Dunque, il pensiero di Gramsci sopra riportato – secondo quanto scrive lo scrittore Emilio Giuliana – deve essere sconosciuto al governatore del Trentino Ugo Rossi, come per altro si può dedurre che ignora la storia che contraddistinse in negativo i partigiani rossi, protagonisti di una stagione di stragi, massacri che non risparmiarono neanche i partigiani bianchi, vedi la tragedia di Porzus”.

“L’ANPI – secondo Giuliana – è erede della mattanza perpetrata a scapito di innocenti, religiosi – vedi il seminarista Rolando Rivi-, carabinieri, donne, bambini. Crimini documentati da Arrigo Petacco, Gigi Di Fiore, Marco Pirina, Gianpaolo Pansa, Gianfranco Stella”.

“L’ANPI – rincara lo scrittore – è forse orgoglioso sostenitore della seconda ideologia più sanguinaria della storia – dopo il capitalismo – il comunismo, criminalità palesata da Vladimir Ilic Ulianov (Lenin): «Il terrorismo è la nostra unica e assoluta strada»; «Essere implacabili in modo esemplare (…). Bisogna incoraggiare il terrore di massa (…). Fucilate senza domandare niente a nessuno e senza stupide lentezze (…). La dittatura è un potere che poggia sulla violenza, e senza vincoli di legge (…)».

“D’altra parte gli ordini che partivano da Vladimir Ilic Ulianov (Lenin) erano tassativi: «essere implacabili in modo esemplare (…). Bisogna incoraggiare il terrore di massa (…). Fucilate senza domandare niente a nessuno e senza stupide lentezze (…). La dittatura è un potere che poggia sulla violenza, e senza vincoli di legge (…)». Sono solo alcuni estratti della Komsomolskaja Pravda, riportati da Andrea Bonanni, corrispondente a Mosca del Corriere della Sera”.

“Questo – ricorda – è stato il comunismo. Questo è il comunismo che anima l’ANPI. Le Livre noir du communisme: Crimes, terreur, répression, 1997, a cura dello storico del comunismo Stéphane Courtois riporta per approssimazione in difetto i morti cagionati nel mondo dell’ideologia marxista: URSS, 20 milioni di morti, Cina, 65 milioni di morti, Vietnam, un milione di morti, Corea del Nord, 2 milioni di morti, Cambogia, 2 milioni di morti, Europa dell’Est, un milione di morti, America Latina, 150 000 morti, Africa, un milione e 700 000 morti, Afghanistan, un milione e 500 000 morti, movimento comunista internazionale e partiti comunisti non al potere, circa 10 000 morti”.

“Courtois indica le principali fasi della repressione che in Unione Sovietica sono: fucilazione di decine di migliaia di persone imprigionate senza essere state sottoposte a giudizio e massacro di centinaia di migliaia di operai e di contadini insorti fra il 1918 e il 1922; deportazione ed eliminazione dei cosacchi del Don nel 1920; carestia russa del 1921-1923, che ha provocato la morte di 5 milioni di persone; assassinio di decine di migliaia di persone nei campi di concentramento fra il 1918 e il 1930; deportazione tra i due e i 3 milioni di kulaki (o presunti tali) nel 1930-1932; sterminio di 7 milioni di ucraini nel 1932-1933 per carestia indotta e non soccorsa (Holodomor); eliminazione di quasi 690 000 persone durante la grandi purghe del 1937-1938; deportazione di centinaia di migliaia di polacchi, ucraini, baltici, moldavi, bessarabi, tedeschi, tatari, ceceni e ingusci negli anni fra il 1939 e il 1945”. Per Giuliana comunque, “è bene ricordare, che laddove il comunismo ha preso il potere, lo ha fatto senza nessuna elezione, ma si è imposto con la forza bruta, la più violenta ed inaudita”.

E rivolgendosi al governatore del Trentino Ugo Rossi conclude con una richiesta: “Lei è un padre di famiglia, non permetta che nelle scuole si lasci che i rappresentanti dell’ANPI, istigatori d’odio indottrinatori ignari e giovani alunni di un ideale malvagio”. “Fortunatamente l’ANPI è un’associazione dal destino segnato, l’estinzione, lo testimoniano le loro iniziative, sempre più partecipare dalla presenza di decine e decine di ignari  africani”.