Questa mattina, all’Hotel America di Trento si è tenuta la conferenza che ha visto la presentazione della coalizione di centrodestra, che punta seriamente a vincere le elezioni provinciali in Trentino del prossimo autunno.

A fare gli “onori di casa” è stato Maurizio Fugatti della Lega che ha aperto la conferenza stampa dichiarando l’inizio del percorso elettorale teso a dare una scelta alternativa al centrosinistra autonomista. “Nei prossimi giorni – ha dichiarato il deputato leghista – inizierà un tavolo programmatico con le forze politiche e civiche che stilerà un programma di governo e presenterà un candidato presidente“. All’interno della coalizione ci saranno la Lega, Forza ItaliaFratelli d’Italia e le civiche Agire per il TrentinoAutonomia PopolareProgetto Trentino e l’Associazione Fassa.

 

Prende poi la parola il coordinatore di Progetto Trentino, che ritiene semplicemente “esaurito” il governo provinciale: “Subito dopo le elezioni abbiamo iniziato un ragionamento con Fugatti e Forza Italia per capire se c’erano i presupposti per stare insieme e penso che ce ne siano molti“. A livello tematico, la lista civica punta su due nodi nevralgici: “La rivisitazione dell’impianto istituzionale della provincia, che ha tolto la capacità ai territori di essere protagonisti. Recuperare questo valore sarà un ruolo centrale della Provincia, oggi incardinata troppo sulle città e troppo poco sul territorio: deve essere rivisto il rapporto tra città e territori, tra città e valli. Inoltre – continua il coordinatore di Progetto Trentino – bisogna rivisitare il ruolo della Regione. Non possiamo pensare di aver trascurato un’istituzione fondamentale e fondante dell’autonomia“.

 

La parola è passata poi a Michaela Biancofiore, coordinatrice di Forza Italia: “Non c’è nessuna divisione reale tra Lega e Forza Italia nonostante il tentativo di governo nazionale da parte di Salvini. La motivazione di questa conferenza stampa è ribadire la compattezza della coalizione in Trentino e il suo allargamento a forze civiche per presentare una coalizione il più autonomista possibile. Noi ci candidiamo per vincere, sfidando i rivali del centrosinistra. Il Trentino purtroppo a causa della scelta dei politici del centrosinistra è passato in subordine rispetto all’Alto Adige, per questo la nostra critica verso il centrosinistra è netta. Le conditio sine qua non di Forza Italia sono la rivisitazione della Regione, la lotta alla corruzione, la sicurezza e tutti i temi che appartengono al centrodestra“. Per quanto concerne la Regione, la Biancofiore ha aggiunto: “Il federalismo deve dare ai comuni la possibilità di amministrare i propri territori. In Trentino vogliamo vincere nettamente e c’è la possibilità di candidare qua Silvio Berlusconi, aumentando la forza della voce trentina in Parlamento“.

A seguire, si è tenuto l’intervento deciso di Andrea De Bertoldi, senatore di Fratelli d’Italia eletto al collegio uninominale di Trento battendo Franco Panizza. “Proprio dalle giornate di Trento che hanno visto brillare la penna degli Alpini deve prendere spunto la coalizione: niente prime donne, niente protagonisti, siamo una squadra. Con ruoli diversi, con caratteristiche differenti, ma con la voglia di lavorare insieme per rinnovare il Trentino e ritrovare la dignità politica persa nei 15 anni di fallimenti dell’amministrazione Dellai Rossi. Il Trentino ha perso terreno sotto tutti i punti di vista: disoccupazione, turismo, PIL, senza contare che siamo uno dei territori col più alto rischio di povertà in Europa“. “Gli alpini – riprende De Bertoldi – sono un corpo unico per arrivare sulla vetta, come noi vogliamo arrivare al governo della Provincia. L’unione tra forze territoriali autonomiste e forze nazionali è essenziale per recuperare quell’autonomia creata, difesa ed esaltata da De Gasperi, dalla DC e in parte dal pentapartito. Quando a governare erano i partiti nazionali, l’autonomia è cresciuta, con Dellai, Rossi e l’autonomismo ai massimi livelli, l’autonomia è crollata“. Punto cruciale per Fratelli d’Italia è la difesa della famiglia: “I due grandi problemi del nostro Paese sono la crisi economica delle imprese e l’abbassamento della natalità. Al problema delle nascite ci sono due risposte: quella del PD e della Bonino è guardare al giardino africano, la nostra è quella di creare le condizioni per poter avere una famiglia. I dati ISTAT indicano che le coppie con un figlio ne avrebbero voluto un altro, ma non ci sarebbe stata la sostenibilità economica. Per noi la famiglia è quella naturale, uomo e donna“.

Prende poi la parola Claudio Cia di Agire per il Trentino: “Diamo un messaggio diverso dal 2013: la dimensione civica può dare una risposta efficace sul territorio se si presenta insieme a realtà nazionali e noi, insieme a Progetto Trentino e Autonomisti Popolari, possiamo rappresentare questa dimensione“. Cia ha poi parlato riguardo il tema cardine della sanità: “Ogni volta che presentiamo le problematiche della sanità, la sinistra ci risponde con le statistiche e i primati, ma questa non è la percezione dei cittadini. Noi vorremmo che questa sanità parta dalle domande dei cittadini, finché si guarderà ai burocrati non si creerà un vero servizio sanitario nazionale. Inoltre, non dobbiamo perdere di vista il fatto che abbiamo una popolazione che cresce in età e che è sempre più abbandonata sul territorio. Vogliamo potenziare  i servizi assistenziali che consentano ai cittadini di restare a domicilio, come ad esempio le guardie mediche“.

 

Ha concluso la conferenza il coordinatore di Associazione Fassa: “Pur essendo i più “piccoli” della coalizione, portiamo il valore della minoranza linguistica ladina. In Val di Fassa abbiamo lavorato bene, se consideriamo che nonostante un assessore e dei consiglieri regionali la lista autonomista ladina è scomparsa“.