Il Movimento 5 Stelle a difesa di Fugatti

Il MoVimento 5 Stelle del Trentino a difesa di Maurizio Fugatti. Lo ha fatto con un comunicato stampa con il quale ha voluto ribadire come da anni, ad ogni tornata elettorale, si sentono  impegni e promesse dedicate alla riduzione di imposte e tasse che in Italia, finora a detta di tutti, hanno raggiunto livelli difficilmente sostenibili.

“A leggere i commenti dedicati alla manovra di bilancio sembra che in Trentino si scopra oggi che la riduzione delle imposte si ottiene facendone pagare meno ai cittadini e alle imprese. Ai macroeconomisti in erba qualcuno dovrebbe spiegare che i 70 milioni che mancheranno al bilancio della Provincia sono 70 milioni che rimangono invece nelle tasche delle famiglie e sui conti delle imprese trentine. Saranno loro, anziché i politici, a decidere come investirli”, è stato affermato dai Consiglieri provinciali Degasperi e Marini. 

“Si poteva intervenire sul sistema fiscale in altro modo? Può darsi. Di certo i cultori della beltà delle tasse ne erano talmente ammaliati da inventarne di nuove ad ogni Finanziaria e da obbligare i trentini a pagarne sempre di più. Le loro lagne attestano che finalmente la direzione è giusta e che le loro promesse elettorali sul fisco erano solo una presa in giro”, continua la nota a firma di Degasperi e Marini.

I due esponenti del M5S hanno poi voluto aggiungere che non ci sono particolari problemi per il calo delle risorse a disposizione. “Ricordiamo – affermano questi – che le entrate della Provincia sfiorano i 5 miliardi di euro, che dal 2017 stiamo beneficiando di 770 (settecentosettanta) milioni di gettiti arretrati e che giusto 6 mesi fa abbiamo votato un assestamento con oltre 200 milioni di maggior gettito. Per gonfiare il tesoro provinciale, anziché spremere i contribuenti come limoni, si può anche lavorare per far crescere il sistema economico oppure per tagliare sprechi e privilegi (ricordiamo tra i tanti, i 96 milioni di anticipi sui vitalizi sposati dalla sinistra, dal centro e dalla destra, il buco nero della formazione professionale privata oltre a progetti sgangherati come la Translagorai). Meno soldi in mano ai politici che si fanno belli con la ricchezza prodotta da altri e più soldi per famiglie e imprese, ovvero per chi lavora e fa andare avanti questo Paese, Trentino compreso”.