Il PATT propone l’abolizione dell’elezione diretta del Presidente della Provincia

I Consiglieri provinciali del PATT hanno inaugurato la prima giornata di lavoro del 2019 depositando due disegni di legge, firmati da tutti e quattro i rappresentanti autonomisti. 

Il primo DDL depositato con Ugo Rossi come primo firmatario, riguarda la materia elettorale, ed ha il titolo “Modifiche alla legge provinciale 5 marzo 2003, n. 2 recante Norme per l’elezione diretta del Consiglio provinciale di Trento e del Presidente della Provincia”.

Una riforma, quella che riguarda la legge elettorale che prevede il ritorno del sistema della elezione indiretta del Presidente della Provincia(che, al pari degli assessori, sarà eletto dal Consiglio provinciale tra i suoi componenti), introducendo novità in tema di decadenza, dimissioni, impedimento e morte del Presidente (a seguito delle quali, il Consiglio provinciale dovrà eleggere un successore) e proponendo una nuova disciplina in tema di mozione di sfiducia nei confronti del Presidente (è previsto un meccanismo di sfiducia costruttiva, sulla base del quale il Consiglio provinciale può esprimere sfiducia nei confronti del presidente della Provincia unicamente leggendo a maggioranza dei suoi componenti un successore).Inoltre la proposta reintroduce le tre preferenze, prevedendo che almeno una di esse sia espressa a favore di un genere diverso rispetto alla prima (qualora l’elettore dovesse esprimere solo due preferenze, esse devono essere di genere diverso). 

La limitazione numerica (2 preferenze), nell’attuale sistema elettorale, con obbligo di voto a candidati di genere diverso, incide infatti in senso limitativo sul diritto di voto, costringendo, tra l’altro, in una sorta di meccanismo costrittivo, candidati di genere diverso ad apparentamenti forzosi, non dettati da un’effettiva affinità o comunanza di progettualità, ancorché legati dall’unicità dell’appartenenza politico-partitica. Si tratta di apparentamenti spesso legati più all’appartenenza territoriale locale a scapito di una rappresentanza elettiva espressione di un più vasto ambito territoriale, determinando una sorta di divisione tra candidati più favoriti o più svantaggiati rispetto ad altri a fronte di un’uguaglianza di opportunità può formale che sostanziale.