Mirko Bisesti contro il pensiero unico e sopratutto contro i sessantottini. Il Segretario Nazionale della Lega Trentino ha nel corso di una diretta Facebook affermato: “Sabato a Trento verranno a parlare persone come Adriano Sofri, condannato come mandante, assieme a Giorgio Pietrostefani, dell’omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi, avvenuto nel 1972.. Non si può continuare con una celebrazione del ’68 in maniera acritica, senza alcuna presenza di persone che possono spiegare in modo alternativo il pensiero sessantottino”.

Per Bisesti vi è una certa aria di stanchezza da parte della gente nel semplice elogio puro e semplice del ’68. “Si riconosce – aggiunge Bisesti – certamente che delle battaglie abbiano portato dei benefici, ma nulla a oggi viene detto riguardo a tanto male fatto da personaggi quali quelli che facevano parte di Lotta Continua o delle Brigate Rosse. Si arriva persino ad invitarli ad eventi come se fossero veri e propri eroi”.

Il tutto porta per il giovane Segretario Nazionale della Lega Trentino a una dichiarazione di un certo peso, ma che del resto è pienamente coerente con il pensiero di pensatori quali Alain de Benoist, di cui del resto Bisesti si ritiene discepolo.

“È necessario – afferma questi – revisionare certi eventi, fornendo una visione che non sia semplicemente propagandistica. A Trento purtroppo ancor’oggi si fa troppa celebrazione di certi eventi, senza guardarli in modo critico. La nomina di Marcello Foa spero possa portare un cambiamento in merito. Le opinioni delle prossime generazioni devono essere libere da condizionamenti e sarà nostro compito riuscire in tale impresa”.