Incursioni polizia austriaca a Brennero. Urzì interroga il Presidente Kompatscher

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Il consigliere provinciale dell’Alto Adige nel cuore – Fratelli d’Italia Alessandro Urzì è intervenuto nella giornata odierna presentando un’interrogazione al Presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher chiedendo spiegazioni circa le, ormai troppo frequenti, incursioni del personale di polizia austriaco a Brennero.

Tali incursioni erano state segnalate da Sandra Pederzini e dal consigliere comunale di Brennero Giuseppe Sabatelli, che avevano informato come gli agenti della Polizia federale austriaca, facessero ingresso nel territorio italiano attraverso il confine per recarsi nel paese di Brennero  al bar, in pizzeria, al centro commerciale o al discount per pranzare o fare acquisti. 

Alessandro Urzì attraverso l’interrogazione presentata al Presidente Kompatscher ha dichiarato: “l’ingresso dei poliziotti austriaci in divisa sul territorio italiano risulterebbe essere in palese violazione delle vigenti leggi internazionali e comunitarie nonché degli accordi bilaterali italo-austriaci che consentono l’attraversamento del confine solo per determinati casi specifici quali l’inseguimento transfrontaliero previa comunicazione ed autorizzazione della Polizia della nazione in cui ci si sta recando. Agli agenti austrici in divisa – a seguito delle intese intercorse tra Italia ed Austria – sarebbe consentito l’accesso a Brennero unicamente per servizio e per recarsi in stazione ferroviaria mezz’ora prima della partenza dei  treni internazionali diretti in Austria. I ripetuti sconfinamenti  in territorio italiano invece a quanto pare avverrebbero senza avvisi, senza giustificazioni e senza la prevista autorizzazione da parte delle autorità italiane”.

Proseguendo, il Consigliere di L’Alto Adige nel Cuore ha chiesto ad Arno Kompatscher se ci sia l’intenzione di sollecitare le autorità italiana a chiedere spiegazioni a quelle austriache di queste intollerabili incursioni.

Incursioni che non essendo riconducibili ad alcuna attività istituzionale, ha infine concluso Alessandro Urzì, vanno fermate e tali agenti vanno richiamati a rispettare le restrizioni imposte dalle relazioni internazionali tra Italia e Austria.