La PAT e quei 40mila euro spesi per una consulenza esterna che fanno discutere

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“Lascia molto perplessi il fatto che la Giunta provinciale in data 12 marzo 2018 abbia deliberato (delibera n. 383) la spesa di 40 mila Euro per l’ennesima consulenza, sul tema ‘Approfondimento ed eventuale revisione/aggiornamento della LP 32/1990: interventi provinciali per il ripristino e la valorizzazione ambientale delle convenzioni con i soggetti affidatari’ a favore dell’Università degli Studi di Trento”. A interrogare sul caso il Consiglio Provinciale è il Consigliere di Agire per il Trentino Claudio Cia, che chiede spiegazioni circa l’oneroso impiego di ben 40 mila euro per una consulenza esterna, nonostante la Provincia sia dotata di migliaia di dipendenti.

“In più occasioni – sottolinea infatti nell’interrogazione provinciale Cia – i vertici provinciali hanno parlato di ‘sviluppo del capitale umano’ e di valorizzazione delle risorse e del personale interno”. “Considero – aggiunge – che per approfondire ed eventualmente revisionare/aggiornare tale legge si dovrebbero appunto utilizzare le risorse interne alla PAT, a meno che si ritengano incapaci di assolvere tale lavoro le migliaia di dipendenti occupati nei 225 uffici della PAT (vedasi portale della PAT) fra cui: Direzione generale, Avvocatura, 10 Dipartimenti, 64 tra Agenzie e Servizi, 3 Unità di missioni strategiche, 18 Unità di missioni semplici, 14 Incarichi speciali, senza contare le numerose società controllate e partecipate”.

“Evidentemente – ha continuato con ironia – nessun dipendente è stato ritenuto in grado di occuparsene. Sono convinto che all’interno degli Uffici ci siano, al contrario, persone validissime che non sono affatto valorizzate, ma anzi, ignorate: un sistema che se da un lato svilisce i lavoratori, dall’altro produce maggiore spesa pubblica, in questo caso in forma di consulenze esterne. Possibile che l’utilizzo delle risorse interne venga snobbato e si preferisca affidare il lavoro a terzi pagandoli profumatamente, quando l’allocazione delle stesse risorse potrebbe essere differente?”

Proseguendo: “Se tra l’ingente numero di dipendenti la PAT affida a terzi l’approfondimento e l’eventuale revisione/aggiornamento di una legge, vuol dire che il grande apparato amministrativo, seppur elefantiaco e costoso, sia apparente e non funzionale”.

“Voglio ricordare – continua inoltre – che il 28 marzo 2013, è stata approvata la legge n. 5, intitolata “Controllo sull’attuazione delle leggi provinciali e valutazione degli effetti delle politiche pubbliche”, il cui scopo è appunto quello di verificare lo stato di attuazione delle disposizioni legislative e valutare gli effetti delle politiche pubbliche, ovvero analizzare gli effetti prodotti dalla normativa provinciale, per verificare in quale misura l’intervento pubblico ha determinato i cambiamenti sperati”. Aggiungendo: “La citata legge n.5/2013 ha inoltre istituito il tavolo di coordinamento per la valutazione delle leggi provinciali, il cui compito pare essere molto simile a quello per cui è stata conferita la consulenza”.

“L’Università – precisa poi in chiusura – deve essere certo finanziata, ma non con questi pretesti che, a mio avviso, sono lesivi dell’immagine di chi lavora con grande professionalità all’interno della PAT.”