L’American Heart Association ha stimato che più di una persona su mille tra i 45 e i 65 anni muore di morte improvvisa, di origine cardiaca“. Questo l’allarme lanciato dalla consigliera circoscrizionale della Lega, Cristina Linardi, riguardo la sicurezza sanitaria. La battaglia da combattere è contro la fibrillazione ventricolare, che induce all’arresto cardio-circolatorio e respiratorio.

Ma la Linardi lascia spiragli di ottimismo: “Basterebbe mettere in pratica le manovre del BLS (Basic Life Support) con un rapido intervento defibrillatorio. L’attivazione da sé non risulta però sufficiente se non è possibile defibrillare il paziente, in quanto la tempestività è indispensabile in caso di arresto cardiaco“.

La mancanza di apporto di ossigeno alle cellule cerebrali produce lesioni infatti già dopo 4-6 minuti, divenendo permanenti dopo i 10 minuti. Per ogni minuto che passa, si stima che la percentuale di sopravvivenza si riduca del 10%, pertanto è evidente che un caso di arresto cardio-circolatorio debba essere trattato nell’arco degli 8-9 minuti massimo.

Intervenire tempestivamente – continua la Linardi – senza attendere l’arrivo dell’ambulanza è importante, anche perché i mezzi di soccorso con personale qualificato potrebbero impiegare ben più dei minuti necessari a evitare lesioni permanenti. Basti pensare che l’80% dei casi di arresto cardiaco avviene in ambiente extraospedaliero e solo nel 15% qualcuno è pronto ad intervenire con le manovre adeguate e con l’utilizzo del defibrillatore. Con buona pace di chi sostiene che la cosa migliore sia non fare nulla, attendendo i soccorsi di personale qualificato“.

L’intervento precoce del massaggio cardiaco e del defibrillatore aumenta le probabilità di ripresa dell’attività cardiaca del cuore di ben tre volte, sostiene la Linardi, mentre il non-intervento porta a una riduzione della percentuale di sopravvivenza come già spiegato: “Per questo è importante diffondere in tutta la comunità la cultura del primo soccorso. I corsi di BLSD (Basic Life Support Defibrillation) mirano alla diffusione capillare di queste manovre di primo soccorso, tramite l’apprendimento di tecniche di rianimazione cardio-polmonare e l’utilizzo del defibrillatore“.

Fino a pochi anni fa, il primo soccorso era una prerogativa degli operatori sanitari ed era opinione comune che il soccorritore “laico” non potesse mai praticare manovre salvavita. Oggi il pensiero è differente e si è scoperto che, tramite i vari corsi, qualsiasi persona può contribuire a salvare vite.

La Linardi dunque invita tutti a partecipare a questi corsi: “La Lega nella circocrizione c11 organizzerà un incontro rivolto alla popolazione, con ospiti membri del personale formato e preparato, in modo da sensibilizzare la cittadinanza su un tema così delicato. Date e luogo verranno comunicati più avanti“.