Lupi a Vallarsa, AGIRE per il Trentino: “Convivenza dubbia e pericolosa”

“Ormai Vallarsa rischia di diventare una comunità abbandonata dalle istituzioni: dopo la mancata tutela delle piccole attività imprenditoriali si è passati agli attacchi dei predatori”.
Con queste parole, attraverso una nota stampa, AGIRE per il Trentino, che ha continuato: “qualche giorno fa infatti un branco di lupi (8 esemplari) ha sbranato due capre a Foxi (frazione di Vallarsa), scavalcando una recinzione; le capre sono state trovate con il collo sgozzato e le interiora fuori, ed una di esse è stata quasi trascinata al di fuori della recinzione”.
“Quello che però spaventa di più i residenti – si continua a leggere nella nota stampa di Agire per il Trentino – è che l’attacco si è verificato molto vicino alle abitazioni, segno che se un tempo i predatori temevano anche solo l’odore dell’essere umano evidentemente la natura sta cambiando drasticamente: infatti i proprietari delle capre stavano dormendo in una stanza che si affaccia proprio sulla recinzione. Quasi contemporaneamente a Predazzo, e non solo, la sessione forestale affermava che con i lupi si può convivere”.
“Sarebbe interessante – si continua a leggere – capire quale tipo di convivenza si vuole avere con i predatori: vivere nella paura, rinchiudersi in se stessi e vedere i propri animali (che hanno la stessa dignità dei lupi) sbranati”.
Inoltre chi ci assicura che mentre questi lupi banchettano non azzannino una persona che magari passa di lì per caso? I lupi si sono avvicinati alle abitazioni (questa è la cosa assodata!) e poco tempo fa a Canazei sono arrivati a 200 m da una scuola; aspettare che attacchino l’uomo per poi magari vedere qualcuno che giustifica ancora questi predatori è un atteggiamento irresponsabile: l’anno scorso in Piemonte dei lupi hanno attaccato un uomo e il suo cane, ma gli esperti del Progetto Life Wolf Alps usarono parole del tipo ‘episodio eccezionale'”.
“AGIRE ritorna ancora sull’idea di ripensare a questo Progetto: l’Alto Adige continua a fare dei passi in avanti in merito, da ultimo basandosi sulla Convenzione di Berna, mentre in Trentino si insiste a glorificare un fenomeno che non si riesce più a gestire”.
“Chiunque è libero di credere a ciò che vuole, ma non si usino gli esseri umani come cavie umane per sperimentare propositi dubbi e pericolosi”, si legge in conclusione nella nota.