Mara Dalzocchio: “Le teorie di genere mi sembrano una farneticazione”

Mara Dalzocchio contro l’ideologia gender e contro coloro che vogliono proporre un Mondo che vuole un’umanità che si pretende assessuata o con un sesso variabile a giorni alterni a seconda se dal letto ci si alza con il piede destro o sinistro.

Per Mara Dalzocchio “Le teorie gender stanno scombussolando l’orientamento del mondo e delle persone, pretendendo che ai bambini i genitori e il sistema educativo non applichino alcuna distinzione tra maschio e femmina finché l’individuo non sarà in grado di autoregolarsi, scegliendo a piacere tra maschio o femmina, anche se “lì” c’è qualcosa che non quadra”.

Nei fatti ad avviso del Capogruppo della Lega Trentino le teorie di genere sono vere e proprie “farneticazioni”, utili solo “a mettere in crisi la personalità in via di costruzione di bambini e bambine, come se l’essere nati con sessi diversi non sia essa stessa una palese differenza, la prima con cui ci si scontra con il proprio corpo non appena si acquisisce una coscienza di sé. In questo contesto, la giunta Fugatti ha ragione da vendere nel bloccare le teorie gender nella scuola. E quando gli stessi bambini, da nudi nella loro innocenza, scoprono le differenze di maschio e femmina, vallo a spiegare il perché dovrebbero essere uguali quando sono palesemente differenti.

Per non dire quando, un po’ più cresciuti o quando è in arrivo un fratellino/sorellina e vedono la mamma con il pancione, iniziano a chiedere senza malizia come sono venuti al mondo”.

Ad avviso della Capogruppo della Lega Trentino “La teoria della cicogna va bene, ma fino ad un certo punto, anche perché il pancione di mamma è lì in tutta la sua evidenza e se poi si vuole preparare il piccolo all’arrivo di un nuovo fratellino/sorellina facendogli sentire cosa accade nel pancione di mamma è gioco forza scendere in qualche dettaglio, dicendo che mamma sta per dare alla luce un bambino/bambina. E da lì in poi spiegare che fare i bambini è compito (beata Natura!) solo delle femmine, mentre i papà stanno a guardare dopo il “là” iniziale”. 

“Credo fermamente – continua Mara Dalzocchio – nella necessità di dare corso e di rispettare quanto madre Natura ha fatto nei millenni, creando il maschio e la femmina, senza altre alternative “terze”. Più che alla scuola, tocca alle singole famiglie decidere su quale educazione, sessuale compresa, impartire ai propri figli, facendogli capire che il papà fa il papà e che la mamma fa la mamma. Certo, per i paladini dello sfruttamento delle donne come uteri in affitto questo non potrà piacere, ma è la realtà delle cose così come l’ha disegnata Qualcuno nella notte dei tempi”.

Lo stop all’educazione di genere per Mara Dalzocchio è necessario per garantire il benessere psicofisico dei bambini perché è doveroso crescere in un contesto che valorizzi la differenza tra mamma e papà, maschio e femmina, ciascuno con i propri ruoli e le proprie particolarità biologiche, fisiche e psicologiche, ma sempre nel pieno rispetto reciproco della differenza.