NON SOLO L’ORSA DANIZA

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La morte di Daniza, a causa di una dose troppo forte di sonnifero e le conseguenti reazioni della comunità internazionale a quanto avvenuto, portano alla luce un “sistema trentino” che in questi ultimi tempi sta dimostrando notevoli problemi.

La causa principale è di natura politica, ovvero l’assenza di una forte opposizione e la ventennale assenza di un’alternanza politica ai vertici della Provincia Autonoma. Questi fatti, connessi ad altri, hanno fatto si che il Governo di Centrosinistra autonomista non si rendesse conto di danneggiare quell’immagine che esso stesso aveva contribuito a creare con pesanti finanziamenti economici distribuiti con il criterio della diffusione a pioggia. Basti pensare all’industria del cinema dove per un solo film, chiamato “Colpi di Fortuna”, vennero spesi 800 mila euro; oppure ai ritiri estivi delle squadre di calcio. Anche le importanti spese nel settore dell’Università sono prova di un sistema che ha cercato negli anni di presentarsi al mondo come una “Piccola Svizzera”.

Il trentino, non inteso come provincia ma come individuo, non ha del resto voluto aprirsi ad alternative politiche. Il risultato elettorale del 2008, nel pieno dello scandalo della “Magnadora”, e nel 2013 ne sono un esempio. Cosa hanno spinto un popolo a continuare a votare una classe politica che ormai è arrivata al termine di una stagione politica? Difficile capirlo anche se però questa scelta ha portato a rovinare quanto di buono fatto in questi ultimi anni. La chiusura degli ospedali periferici, l’aumento della criminalità, il turismo in crisi non sono suonati come campanelli d’allarme nei confronti degli elettori.

Il Centrosinistra Autonomista rimane così indisturbato a governare una provincia e il territorio senza che nessuno si opponga a questo. Il prossimo anno si svolgeranno le elezioni comunali anche a Trento e sarà questa l’ultima possibilità di invertire una nefasta rotta di collisione. Non si auspica la vittoria di una compagine politica alternativa a quella attualmente al governo, quanto la possibilità di inserire dentro il Consiglio Comunale una forte opposizione.  In questo percorso elettorale saranno due i protagonisti: i partiti d’opposizione, che dovranno ritrovare coesione e presentare un valido programma elettorale, e l’elettorato che può esercitare la sua funzione di controllo nei confronti della maggioranza politica dando accuratamente il suo voto.

Un corpo elettorale maturo dovrebbe preoccuparsi non solo di cercare l’alternativa alle situazioni cristallizzate ma anche eleggere una cospicua pattuglia di veri controllori che, senza farsi ammaliare dalla possibilità di “entrare nella stanza dei bottoni” svolga il ruolo di controllo e garanzia affinché la cosa pubblica sia gestita con il criterio del buon padre di famiglia e non con quello del padre padrone.

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