Orsi. Ambrosi (Lega): “Chiaro a tutti, ma non a Dalla Piccola. Progetto Life ursus un fallimento”

“Qualche giorno fa si è aperta la vendemmia e anche quest’anno qualcuno a modo suo ha deciso di dare una mano. Come è possibile notare dalle foto, ben tre orsi si sono spinti sino nelle aree limitrofe ai centri abitati a fare scempio di succulenti grappoli. In questo caso ci troviamo nel comune di Vallelaghi”. A denunciarlo è Alessia Ambrosi Segretaria Sezione Lega Valle dei Laghi.

“Girando per il territorio di competenza della sezione e confrontandomi anche con gli abitanti di Madruzzo e Cavedine – ha continuato – abbiamo riscontrato che si sono verificati almeno cinque/sei avvistamenti di plantigradi negli ultimi venti giorni”. “Altri – ha poi aggiunto – hanno riferito di tracce biologiche dell’animale e in un altro caso del ritrovamento di un collare. Inoltre dei lupi sono stati avvistati sul Bondone”.

Gli orsi sono sempre più vicini ai centri abitati e alle zone ad alto tasso turistico. “Nelle zone boschive della mia sezione – denuncia Alessia Ambrosi –  l’orso rappresenta un problema scottante: la gente non riesce a passeggiare tranquillamente o andare per funghi”.

Ricordo la malagestione della convivenza uomo-orso che lo scorso anno abbiamo denunciato e che è stata evidenziata sulle prime pagine di tutti i giornali nazionali, prestando di fatto una pessima immagine della nostra provincia con l’inevitabile conclusione di una violenza perpetrata dal plantigrado nei confronti del delle persone, con conseguente ritorsione anche sull’animale”. “Ricordo come il centrosinistra al governo della nostra provincia ha gestito malamente l’aggressione avvenuta a Cavedine dove l’orso ha sbranato delle pecore arrivando fino al Paese e che “qualcuno” ha fortemente ridicolizzato dichiarando essere opera dei cani”. “Oggi, il #Bondone e #Lagolo in particolare, oltre a fare i conti con le già pesanti difficoltà turistico-economiche di questi ultimi anni, devono persino affrontare il problema dell’#orso, che costringe i turisti ad optare per altre mete. Sono stati investiti per di più fondi in un progetto fallimentare banalizzando e probabilmente sottovalutando il problema magari seduti ad un tavolo con esclamazioni del tipo “che vot ch’el faga n’ors?!” Ma purtroppo chi ha voluto il ripopolamento dell’orso ad oggi non sa dire quanti plantigradi siano presenti sul territorio e non sa gestire il serio problema che si è venuto a creare”.

“Ciò che come sezione lega Valle dei Laghi vogliamo sottolineare è che il problema orso nelle nostre aree non muore con kj2 e la gente ha paura a passeggiare per le valli. Manca ancora una volta sicurezza! È evidente a tutti che il progetto Life ursus è ed è stato un completo fallimento. A tutti tranne che a Dalla Piccola!”

Se leggiamo gli opuscoli distribuiti per esempio nei bar, secondo le norme comportamentali della provincia sugli orsi “per difendersi dalla remota eventualità di un attacco o avvicinamento da parte di un plantigrado, esiste un efficace strumento: il bear spray”. Peccato che attualmente in Italia l’acquisto e l’uso del bear spray sono vietati e quelli in vendita per difesa personale non sono idonei. “È evidente, i plantigradi rappresentano un problema e la Provincia, come chiesto più volte dalla Lega Trentino, deve intervenire tempestivamente presso le autorità competenti e deve prendere provvedimenti rapidi ed efficaci per garantire sicurezza ai cittadini, prima che sia troppo tardi. Ma è sotto gli occhi di tutti che gli attuali amministratori della nostra Provincia, quando sentono parlare di SICUREZZA, (progetto accoglienza Trentino docet), sembrano essere affetti da patologie quali sordità, allergie e intolleranze in genere”, ha infine concluso nella nota.