Paolo Ghezzi (PD) vuole un centrosinistra come il Comitato di Liberazione Nazionale

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Paolo Ghezzi lancia la sfida alla Lega di Maurizio Fugatti Mirko Bisesti. Il tutto lasciando intendere che il centrosinistra dovrà essere una sorta di nuovo “Comitato di Liberazione Nazionale“, che guardi più all’unione contro il nemico comune che non alla divisione per voglia di potere.

Nel presentare il suo progetto politico per un raggruppamento democratico, civico, popolare ed autonomista – in avversione al presunto nazionalismo leghista – Ghezzi all’Adige ha anzitutto ribadito che sarà candidato per il solo mandato 2018-2023 e ha poi affermato che “Il candidato della discontinuità c’è se serve a ricostruire un po’ di unità“.

Ha inoltre sostenuto che sarà aperto un dialogo tra il Partito Democratico e l’area civica vicina a Carlo Daldoss. “Non faccio un mito di Daldoss – ha affermato Ghezzi – non mi sembra un nuovo Che GuevaraPeron, si definisce kessleriano, che vuol dire tutto e niente, penso però che valga la pena andare a ragionare con loro“.

Difatti, “L’avversario è la Lega. Ricordiamocelo quando stiliamo la lista dei nuovi amici e nemici. Un candidato di discontinuità è un candidato che deve cercare nuove formule, non difenderne delle vecchie. Non deve gridare al tradimento alla nascita di un nuovo raggruppamento, piuttosto deve vedere cosa c’è dentro e che cosa propone e soprattutto ci si può dialogare perché magari è una forza da aggiungere e non un nuovo nemico“.

Qualunque forza condivida la nostra linea antinazionalistaantifascista – afferma Ghezzi – è la benvenuta. Nel Comitato di Liberazione Nazionale, che combatteva contro i nazifascisti, c’erano liberali, cattolici e comunisti. Mondi lontanissimi tra loro, ma capaci di fare fronte comune contro un nemico più grande“.

Un Comitato di Liberazione Trentina dai leghisti, dunque? “Se il 4 marzo ci ha detto che i barbari non sono alle porte, ma sono anzi ben radicati nei nostri paesi e nelle nostre città, questo non è il tempo delle divisioni e delle gelosie, ma il tempo della generosità politica, che significa essere disposti a sacrificare l’interesse individuale della propria parte, per un Trentino che non dimentichi di chi è figlio: di don Guetti, di De Gasperi, di Kessler, di Battisti“.