Pattini (PATT): “Espulsione per le ‘mele marce’ tra i profughi”

Alberto Pattini

Prende posizione il PATT a riguardo dell’indagine sul giro di droga che ha portato all’arresto di 14 persone, tra cui 5 profughi richiedenti asilo. Da più parti si richiede un maggior controllo di questi ultimi, spesso utilizzati come traffichini nel reticolato mercato della droga.

Il PATT pretende il massimo rigore, come affermato da un comunicato congiunto di Pattini, Facchinelli e Busana, sottolineando però che non tutti i profughi sono delinquenti, ma che però sia giusto espellere le “mele marce” per evitare che le generalizzazioni degenrino.

“Da tre anni – dichiara il PATT – abbiamo costantemente sostenuto la necessità della tolleranza zero verso gli spacciatori italiani ed esteri, senza differenze. Finalmente si scopre la pentola visibile a tutti con arresti ed espulsioni”. “Pieno sostegno alla magistratura – conclude il PATT – al questore e alle forze dell’Ordine, sperando che i controlli continuino senza sosta sia per garantire la legalità che per togliere a Trento la fama di zona franca per la criminalità”.

“Anche la Provincia autonoma di Trento ha collaborato con la Polizia,attraverso il Cinformi – hanno scritto in una nota Rossi e Zeni – offrendo supporto alle indagini sfociate nell’operazione interregionale mirata a stroncare un’organizzazione di spaccio di stupefacenti ad opera di migranti”.

Un danno che si ripercuote anche sugli “altri migranti e sulla percezione, da parte della comunità, di una questione tanto delicata come quella che riguarda appunto il tema della protezione internazionale. Proprio per questo – proseguono – è interesse primario della Provincia autonoma di Trento che venga stroncata sul nascere ogni forma di devianza e di condotta incompatibile col principio di accoglienza responsabile”.