Perché voterò SI al Referendum sull’autonomia del 22 Ottobre in Veneto?

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Ho deciso pochi giorni fa di votare sì al referendum consultivo per l’ autonomia del Veneto. La scelta non è stata facile, ma è maturata dopo che mi sono resa conto che il sistema centralista attualmente vigente nella mia regione non garantisce lo stesso benessere che si trova in regioni autonome come il Trentino – Alto Adige.

Votare si per il referendum significherebbe trattenere in Veneto 18 miliardi di euro, una somma di denaro che potrebbe essere spesa per garantire uno stato sociale migliore al nostro territorio che attualmente risente pesantemente della crisi economica iniziata nel 2008. In molti si potrebbero lamentare che sia una scelta opportunistica a danno del meridione, ebbene non è così.

I vecchi libri di storia e geografia, risalenti per lo più agli anni ’50 e ’60, ci insegnano che il Veneto era una regione molto povera, identificata come il meridione del nord Italia, quindi decisamente arretrata rispetto alla Lombardia e al Piemonte. Nel giro di mezzo secolo la situazione è cambiata perché i nostri padri hanno dimostrato, a differenza dei pronostici e di molte persone che vivono al sud, che con il duro lavoro è possibile rendere un territorio molto ricco. I nostri padri si sono rimboccati le maniche, sono riusciti a creare fabbriche, industrie e aziende che sono rinomate in tutto il mondo. Ma c’è di più perché quando la crisi economica si è riversata sul settore secondario, ci siamo reinventati nella produzione di eccellenze enograstronomiche italiane, ma soprattutto locali: è grazie al Veneto che molti prodotti italiani hanno attraversato le frontiere e hanno raggiunto più e più paesi esteri.

Siamo riusciti a costruire un fiorente guadagno anche dal settore terziario: è risaputo che il nostro territorio è arido di bellezze naturalistiche, eppure con la determinazione, abbiamo ottenuto un vero e proprio miracolo economico.

Il mio non vuole essere un discorso da leghista, poiché riporto solamente alcuni dati di fatto. In pochissimi anni siamo diventati un cuore pulsante dell’economia del nostro Paese e ci siamo riusciti ‘’solamente’’ lavorando. Non abbiamo mai ricevuto aiuti economici dal governo (come è avvenuto nel sud Italia con la Cassa del Mezzogiorno), perciò riuscire a trattenere i nostri gettiti fiscali sarebbe il giusto coronamento di quanto fatto in questi ultimi trent’anni e forse anche un invito a chi vivacchia grazie al nostro lavoro a darsi da fare.

Francesca Masin