L’assessore Daldoss ha presentato alla stampa un nuovo progetto in tema di sicurezza che, in verità, secondo il consigliere Rodolfo Borga di Civica Trentina, “sembra presentare aspetti contraddittori di non poco conto”.

“A partire – si legge in una interrogazione presentata dallo stesso consigliere – dalle relative competenze che, nel leggere l’intervento, sembrano fluttuare tra Provincia e Comuni, laddove quella della polizia municipale è, come dice il nome, competenza non già della Provincia, ma dei Comuni“.

Il progetto prevede nell’immediato la messa a disposizione di risorse per l’assunzione di 5-6 agenti presso il Comune di Rovereto, che fa seguito al bando per l’assunzione di 14 agenti per il Comune di Trento.

Le risorse complessivamente stanziate, secondo quanto riporta Borga, ammonterebbero a 50.000 euro per l’anno in corso, 200.000 euro per l’anno 2019 e 220.000 euro per l’anno 2020.

L’assessore afferma che “sarebbe utile istituire un corpo unico in tutta la Provincia”.

Una sorta di corpo unico della polizia locale del Trentino dunque, che per Borga “comporterebbe un trasferimento degli agenti dagli organici delle singole municipalità a quello della Provincia”.

Un megacorpo costituito da circa 450 agenti, con l’obiettivo di un aumento progressivo d’organico pari a circa 70 unità.

L’assessore, sempre secondo quanto riportato, precisa che “con questa riorganizzazione le assunzioni saranno centralizzate, così come pure le procedure per gli acquisti, con conseguenti possibili risparmi di spesa”.

Ciò premesso, l’assessore rilascia una serie di dichiarazioni dal contenuto che all’assessore Borga “sembrano essere decisamente contradittorie”.
Afferma infatti che spetterà alla Provincia “distaccare gli agenti all’interno dei Comuni”;
che sarà lasciata “ovviamente la titolarità ed il governo del personale ai sindaci”; che è esclusa la possibilità che gli agenti della polizia locale possano ricevere direttive da Piazza Dante, in quanto “i primi cittadini devono rimanere le autorità locali di riferimento”; che nelle sue intenzioni spetterebbe “alla Provincia l’assegnazione degli agenti ai singoli Comuni o alle gestioni associate”.

Ciò considerato, secondo Borga, “l’uscita dell’assessore Daldoss sembra più che altro voler essere una risposta in prossimità delle elezioni all’esigenza di maggiore sicurezza che emerge in particolare in alcuni Comuni trentini”.

Il tutto, però, “a rischio di creare confusione e mettere in discussione il ruolo di sindaci e comuni nella gestione della polizia locale”.