Provinciali 2018. Centrodestra: FI verso l’out, FdI spera in de Bertoldi

Era il 5 marzo del 2018 e nessuno in quella giornata pensava che il centrodestra solamente 5 mesi dopo sarebbe scomparso in occasione delle elezioni provinciali. Eppure è quanto avvenuto in Trentino in questi mesi. I dubbi di Forza Italia e della corrente di Fratelli d’Italia guidata da Marika Poletti sul nome di Maurizio Fugatti hanno messo in crisi la coalizione di centrodestra e spianato la strada a quella che si può definire come “coalizione del cambiamento”.

“Negli ultimi giorni ho sentito girare i nomi di Ilaria Vescovi, Mauro Fezzi e Diego Schelfi: a questo punto candidiamo direttamente Lorenzo Dellai che è meglio”, erano state queste le parole pronunciate da Maurizio Fugatti a L’Adige, parole che erano state prese in seria considerazione da parte di Matteo Salvini, il quale ha già deciso di correre da solo in Abruzzo e quasi sicuramente non accetterà la presenza di Forza Italia nella coalizione a sostegno di Fugatti dopo le discussioni avvenute nel mese di giugno e luglio intorno al nome del candidato Presidente. Del resto i rapporti tra i berlusconiani e i leghisti sono ormai freddi a Roma, dunque era impensabile che la pace regnasse sovrana anche sul territorio provinciale. Michaela Biancofiore ha comunque fatto un tentativo per ristabilire lo status quo nella giornata di ieri, ma ha anche affermato che l’ultima parola spetterà a Salvini.

Diverso il discorso che coinvolge Fratelli d’Italia. Il partito ha visto di recente le dimissioni di Marika Poletti, dovute proprio alla scelta di Maurizio Fugatti come candidato Presidente e che potrebbero a tutti gli effetti togliere ogni possibile veto in casa Lega sulla partecipazione di Fratelli d’Italia alla coalizione che sosterrà il sottosegretario. In caso di esito positivo, de Bertoldi lancerà a livello locale tre nomi forti che potranno seriamente dare un contributo decisivo alla vittoria della coalizione. Per Fratelli d’Italia quella in Trentino è una partita strategica per il futuro. Nel caso in cui tutto dovesse procedere senza intoppi, Giorgia Meloni avrebbe a disposizione sul territorio un Senatore e 1-2 Consiglieri provinciali, un numero non di poco conto se si pensa che il Trentino è rinomato per essere un territorio ostico per la destra.

L’ultima parola, come ricorda anche la stessa Biancofiore per quanto riguarda Forza Italia, spetterà comunque a Salvini che valuterà cosa sia meglio da fare. Di certo l’unità del centrodestra non è più sicura come quel 5 marzo che aveva visto un trionfo della coalizione, con l’en plein nei collegi uninominali alla Camera e al Senato.