Ipes, la discriminazione degli italiani nell’accesso agli alloggi pubblici

"Chiederò una verifica sulla legittimazione della giunta provinciale ad assumere provvedimenti così evidentemente discriminatori per gli italiani"

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Quanti sono gli alloggi liberi da più di 12 mesi in Alto Adige, perché essi non sono stati messi a disposizione di richiedenti italiani, anche di altri comuni (considerato che le liste soprattutto in comuni importanti come il capoluogo sono lunghissime) e perché invece sono ora in previsione di essere assegnati a richiedenti asilo?

“Lo chiederò da subito all’assessore del Pd Tommasini chiedendo conto di una scelta scellerata e che non può essere accettata con tale superficialità”. Con queste parole Alessandro Urzì, L’Alto Adige nel Cuore.

La delibera Ps/Svp che assegna alloggi Ipes a richiedenti asilo è inaccettabile. Si tratta di persone che le statistiche dicono che al quasi 90% dei casi non vengono riconosciute profughi e che pure si vedranno assegnati alloggi pubblici. E poi? Vogliamo vedere Tommasini una volta rifiutata la domanda di asilo con quale forza pubblica farà sgombrare questi alloggi. Si rischia una bomba sociale di proporzioni inaudite”.

“Ma chiederò a Tommasini – prosegue nella nota – anche la ragione per cui nei centri minori a maggioranza tedesca sia possibile che siano sfitti da oltre un anno alloggi pubblici mentre nei grossi centri urbani a maggioranza italiana è in atto una guerra fra poveri per vedersi assegnare un alloggio. E molte famiglie italiane sono costrette a rimanere senza tetto”.

Chi ha programmato la strategia edilizia negli ultimi anni? Il Pd si sta assumendo una responsabilità gravissima. Chiederò una verifica sulla legittimazione della giunta provinciale ad assumere provvedimenti così evidentemente discriminatori per gli italiani”.

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