Sgarbi: “Marini e Ferrari due inetti pagati 6mila euro per dire castronerie sul MART”

Durissima replica di Vittorio Sgarbi, nuovo Presidente del MART, ai Consiglieri provinciali Sara Ferrari (PD) e Alex Marini (M5S), che nei giorni scorsi avevano criticato la scelta ricaduta sul critico d’arte ferrarese, facendo anche pensare che potrebbe essere stato nominato Franco Panizza come “supersegretario” del Museo, ipotesi respinta dallo stesso assessore alla cultura Mirko Bisesti.

Tra i depensanti in carica nel Consiglio provinciale del Trentino, lautamente pagati per la loro assoluta incompetenza, ci sono tale Sara Ferrari del PD, partito disperso, e un certo Alex Marini, del Movimento 5 Stelle, ormai ridotte a due” ha dichiarato Sgarbi attraverso il proprio profilo Facebook.

Uniti nella loro caparbia ignoranza nel contrastare il perfetto parere di Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, il quale ha indicato che il Presidente del Mart non ha deleghe gestionali, in quanto non amministratore di ente pubblico e che lo stesso Mart è ente pubblico non economico senza fini di lucro, istituito allo scopo di custodire, conservare, valorizzare e promuovere lo studio e la conoscenza dell’arte moderna e contemporanea, come ai due depensanti non sarebbe consentito vista la loro acclarata e locupletata incompetenza” continua l’Onorevole.

Cantone – prosegue Sgarbi – ha stabilito che il regolamento non prevede attribuzioni gestionali al Presidente del CdA del Mart. Mi pare chiarissimo: per qualunque presidente, non per me che, rispetto ai due depensanti, non percepisco stipendio, né indennità, in una dimensione culturale e morale ignota ai due inutilmente e dannosamente pagati più di 6000 €. La posizione di Cantone è chiarissima e tombale per i due inetti che, non sapendo leggere, la chiamano pagliacciata. Spero Cantone denunci questi onanisti di argomenti inesistenti“.

Io – conclude il Presidente del Mart – prestando il mio impegno gratuitamente, al contrario loro, non sono stato imposto politicamente, ma scelto culturalmente, per chiara fama, come a loro non sarebbe mai toccato, nel buio in cui annaspano le loro menti ottenebrate“.