Sicurezza e cultura temi chiave della Lega: le parole di Cavada, Rossato e Job

L’impegno della Lega, al governo in Trentino da pochi mesi, è visibile in tutti i campi: il controllo radicato dei diversi assessorati e la fiducia accordata a Fugatti anche in Consiglio regionale sono indizi importanti al riguardo.

Ci sono tuttavia alcuni campi sui quali la Lega sta prendendo posizioni interessanti, tese in qualche modo a creare un vero polo conservatore in risposta a quella sinistra progressista che vede in Trento un El Dorado, una patria natia alla quale è impossibile rinunciare.

Il conservatorismo culturale si può osservare soprattutto nei tanti richiami alla storia d’Italia, con l’interesse crescente per il tema – finora raramente citato – delle Foibe. Come per il resto d’Italia, dove progressivamente questo tema ha preso piede portando le stesse Amministrazioni locali a intervenire al riguardo, il “Trentino leghista” sta spingendo molto il piede sull’acceleratore, volendo dare un’inquadratura istituzionale al Ricordo.

Per troppi anni vicende come quella di Norma Cossetto sono state dimenticate ed è di fondamentale importanza ricordare la tragica morte della giovane istriana e riservarle una giusta commemorazione” scrivono in una nota congiunta Katia Rossato e Gianluca Cavada spiegando la loro idea di intitolare una via alla vittima istriana. “Una storia che racconta i drammi subiti da nostri concittadini, la cui sola colpa era quella di essere italiani“. Un richiamo alla storia su base nazionale – e non più locale – e una difesa dell’italianità, in un’ottica puramente conservatrice, con la storia che torna ad essere, anche se in negativo, magistra vitae.

Altro tema caro tanto a Salvini quanto a tutta la Lega è la sicurezza. Nel caso specifico del Trentino però non si parla di sicurezza intesa come difesa da microcriminalità o delinquenza – che pure rappresenta un problema nella Provincia autonoma di Trento – quanto piuttosto di sicurezza in una delle principali attività turistiche dell’area, ovvero lo sci.

Attenta anche alla dimensione turistica, la Lega ha infatti proposto un’interrogazione sui caschetti da sci, volendo estendere a tutti l’obbligo di indossare il casco protettivo. Una risoluzione che non va vista come imposizione, ma piuttosto come attenzione al prevenire danni irreparabili. In un’ottica, anche qui, conservatrice.

Da sempre il tema della sicurezza sulle piste da sci suscita legittimamente discussioni e divergenze di opinioni. Lo sport in montagna comporta una serie di rischi, come qualsiasi attività all’aria aperta. Il nostro impegno come istituzioni deve essere quello di cercare misure sempre più nuove ed efficienti per garantire la sicurezza degli amanti dello sci e della montagna. Al contempo, è compito dello sportivo attenersi alle norme di comportamento, così da limitare il numero di incidenti” spiega il Consigliere provinciale Ivano Job.

La Lega in Trentino non è dunque intenta solo, come talvolta si sente dire, ad occupare posti di potere. La Lega difende molte di quelle istanze che, in un Paese non malato di multipolarismo come il nostro, sarebbero state definite di Destra. Senza troppi litigi tra liberali, conservatori e federalisti.