Sospensione Assegno Unico Provinciale. Olivi (PD): “Pasticciata omologazione al nuovo corso del Governo”

photocredit: Consiglio provincia autonoma di trento

Il Consigliere del Partito Democratico Alessandro Olivi nella giornata odierna ha interrogato la Giunta provinciale in merito alla sospensione dell’erogazione dell’Assegno Unico Provinciale in favore del Reddito di Cittadinanza.

Il Consigliere Olivi attraverso l’interrogazione ha dichiarato: “Dopo aver forzatamente introdotto, addirittura in via d’urgenza, modifiche che di fatto archiviano l’esperienza innovativa ed autonoma dell’Assegno Unico Provinciale, smontando un pezzo alla volta l’impianto originario con il solo fine di escludere coloro che non hanno la residenza da almeno 10 anni, la Giunta provinciale ha cercato di ridisegnare un assetto per il quale la misura provinciale che si sono trovati in dote non venga interamente cancellata dalla smania di tuffarsi in una misura nazionale non certo priva di difetti come il Reddito di Cittadinanza”.

Successivamente Alessandro Olivi ha rincarato: “Ma giunto il momento di far seguire alle parole i fatti, le ambiguità e le contraddizioni di un tentativo così sgangherato sono immediatamente giunte al pettine, e a pagarne il prezzo sono e saranno le famiglie trentine. La Giunta ha infatti deciso di affidarsi interamente alla burocrazia nazionale, sospendendo l’erogazione dell’Assegno Unico Provinciale in attesa di conoscere quali saranno gli effetti del Reddito di Cittadinanza: una deliberata e inspiegabile subordinazione dell’intervento provinciale a quello statale”.

Proseguendo nel suo intervento il Consigliere del Partito Democratico ha evidenziato come le domande d’accesso per l‘Assegno Unico provinciale saranno sospese in attesa che venga specificato quali di quelle domande potrebbero rientrare all’interno di quelle per il Reddito di Cittadinanza.

Questo, secondo Alessandro Olivi, oltre a bloccare l’erogazione dell’assegno metterà diverse famiglie in difficoltà. Il consigliere ha poi concluso aggiungendo: “un modo davvero strano di mettere in pratica quel “prima i trentini” tanto sbandierato in campagna elettorale”.