Tutelare i transessuali quando non ve ne sono e dimenticarsi degli studenti dell’Università di Trento che sono senza luoghi dove studiare: è questo il problema sollevato dalla Lista Atreju a pochi giorni dalla decisione da parte degli organi collegiali dell’Università degli Studi di Trento di voler dar vita al doppio libretto per coloro che intendono cambiare sesso. Negli ultimi anni molte università italiane hanno deciso di trovare una soluzione per quanto riguarda gli  studenti transgender, ed è così che gli atenei di Torino, Napoli, Bologna, Urbino, Padova e Venezia hanno adottato il sistema del doppio libretto universitario a tutti coloro che ne fanno richiesta. Si vogliono quindi tutelare persone che convivono in età universitaria con un corpo che non gli appartiene. La legge italiana prevede che il cambio di sesso possa avvenire solamente dopo il compimento della maggiore età e con lunghi passaggi burocratici per svolgere l’operazione chirurgica nonché la conseguente ridefinizione dei dati anagrafici.
A differenza di UDU-UniTin, la lista Atreju si è opposta con fermezza all’iniziativa ritenendola inutile. I rappresentanti Luca Erbifori e Francesco Barone hanno quindi spiegato che gli studenti che stanno intraprendendo la procedura di cambio di sesso potranno a breve chiedere un badge che possa includere al suo interno l’identità alias, ovvero un nuovo tipo di sesso.
Il rischio è che qualsiasi studente, anche coloro che non hanno intenzione di compiere il passaggio, potrà comparire con una nuova identità, diversa da quella reale. Sono contrari a questa iniziativa anche i rappresentanti universitari di List One; favorevoli quelli di UDU-UniTin che, grazie alla forte presenza negli organi, sono riusciti a far approvare tranquillamente la proposta. “Tutelare è un conto purché non si cada nel ridicolo”, afferma Francesco Barone. Al contempo ricorda: “Non si sa neanche quanti siano gli studenti in attesa di cambio di sesso visto che nessuno ha richiesto alcuna forma di tutela. È giusto che l’ordinamento si attivi ma solo se c’è la necessità, visto che non ci sono problemi è inutile che l’università intervenga”. Barone mette a dubbio anche la legalità della norma visto che l’ordinamento punisce penalmente coloro che alterano i documenti. “Si andrebbe a creare uno sdoppiamento di identità assurdo”, afferma.
Luca Erbifori si è invece soffermato sui problemi dell’ateneo di Trento: “Sono questi i veri problemi degli studenti, ovvero gli studenti che intendono cambiare sesso, o sono altri quali l’assenza di strutture adeguate alla crescita dello studente?”. L’assenza di un posto dove studiare per Erbifori dovrebbe essere posto al centro dell’agenda politica universitaria. “Crediamo nella loro fede e nel loro buon senso”, affermano Erbifori e Barone in merito alla possibilità che il Senato Accademico, organo ora deputato a pronunciarsi in merito al doppio libretto, possa rigettare la proposta dal momento che “l’ente non si deve interessare delle condotte sessuali degli studenti”.
Michele Soliani

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