Vaccini, Köllensperger: “Prima di obbligare bisogna informare”

Continua a dividere il tema dei vaccini obbligatori. Anche in Alto Adige, infatti, è prossimo alla discussione un disegno di legge di iniziativa popolare dal titolo “Libera scelta invece dell’obbligo vaccinale” con l’appoggio del Team Köllensperger.

Sollecitiamo però un approccio scientifico, esortando a voler dare la precedenza a misure di sensibilizzazione e non a misure coercitive” sostiene il gruppo consiliare provinciale.

Nella storia della medicina – continua il comunicato del Team Köllensperger – le misure di maggiore impatto positivo sono state le vaccinazioni ma malgrado l’acclarata utilità dei vaccini, un certo scetticismo serpeggia a causa dell’imposizione coercitiva“. “Deve essere chiaro a tutti che le vaccinazioni, soprattutto in tenera età, fanno parte delle misure di prevenzione più efficaci nella sanità pubblica” commenta il Consigliere provinciale Franz Ploner.

Non penso che la strada maestra da percorrere sia quella di escludere i bambini dagli asili nido e dalle scuole materne” continua Ploner. “Non si devono punire i più piccolo, piuttosto bisogna informare e cercare il dialogo con le persone“. A dimostrazione di ciò, il Team Köllensperger porta dei numeri: in Germania, Austria e Gran Bretagna – dove non vige l’obbligo vaccinale – la percentuale di popolazione vaccinata è superiore a quella dei paesi dove è previsto, come Francia e Italia.

Ci chiediamo se un obbligo vaccinale, sancito per legge, abbia senso per dieci malattie o se si possa invece raggiungere, o magari superare, un risultato migliore con una politica di sensibilizzazione e di informazione” afferma il gruppo consiliare.

Il Consiglio provinciale si scervelli su quali misure siano le più idonee per diminuire il gap nella copertura vaccinale, ma lo faccia bilanciando necessità della salute pubblica e diritto di autodeterminazione di ogni singolo cittadino” spiega Ploner, che conclude: “Dobbiamo sviluppare misure che ci facciano raggiungere nel medio-breve termine una percentuale di vaccinati pari al 95%“.