Vaccini. Lega Trentino risponde alle critiche di Degasperi (M5S) dopo il parere contrario alla sua mozione

Le critiche per il rigetto della Proposta di mozione di Degasperi secondo i leghisti "sono puramente strumentali e volte a nascondere un fatto: quel provvedimento non poteva essere accolto".

“Nella terra dell’autonomia per risolvere i problemi si attendono i ministri”. Le parole sono quelle del Consigliere provinciale penta-stellato Filippo Degasperi. Il riferimento è in relazione alla tematica dei vaccini.

Più precisamente, le affermazioni del Consigliere del M5S si rifarebbero al parere contrario della Giunta provinciale verso la sua Proposta di mozione avente come oggetto “l’esclusione dall’utilizzo dei buoni di servizio nelle colonie estive dei genitori di bambini non vaccinati, data la complessità del tema urgono delle precisazioni”.

E proprio in merito al parere contrario della Giunta provinciale verso la proposta di Degasperi è intervenuta a far un po’ di chiarezza, con una nota stampa, la stessa Lega Trentino. “Come noto, – si legge nella nota a nome del Gruppo Consiliare Lega Salvini Trentino – la normativa nazionale, la legge 7 giugno 2017, n.73 ‘C.d Legge Lorenzin’, prevede che l’assunzione degli obblighi vaccinali rappresenti un requisito d’accesso ai servizi educativi per l’infanzia”.

Dunque, come viene ribadito, sembrerebbe tutto meno che uno scarica barile “ministeriale”. “Ebbene, – si continua a leggere infatti nella nota –rispetto a questo si è cercato di far passare inosservato un aspetto fondamentale: le colonie estive – oggetto della mozione del Consigliere Degasperi – rientrano anch’esse nella categoria dei «servizi educativi per l’infanzia» e, quindi, per estensione, sono soggetti ai requisiti imposti dalla sopracitata legge.

Una legge definita dalla stessa Lega “problematica”, che , occorre ribadirlo, “ha messo in conflitto materie completamente separate come la sanità pubblica e l’educazione, e che ha una paternità politica ben precisa: il precedente esecutivo nazionale targato PD.”

“Una legge – si legge ancora nella nota – la cui mancata sostituzione è ad oggi da ascrivere principalmente alla riluttanza dell’attuale ministro alla Salute, che curiosamente – altro aspetto da tanti non colto, ricordano quelli della Lega Trentino – appartiene proprio allo stesso partito di Degasperi: il Movimento 5 Stelle”.

Sempre a tal proposito, “va sottolineato come sia allo studio, da parte della Lega, un provvedimento relativo al cosiddetto «obbligo flessibile», che renderebbe la vaccinazione obbligatoria solo in caso di emergenze sanitarie o di compromissione dell’immunità”.

Tornando a quanto accaduto in Consiglio provinciale ieri, “va rimarcata la totale incoerenza dei membri della precedente amministrazione provinciale di centrosinistra, i quali – scagliandosi contro la bocciatura della mozione di Degasperi – hanno di fatto sconfessato il loro stesso operato. Fanno specie, in particolare, ricordano dal Gruppo Consiliare, “le critiche di ex assessori della Giunta Rossi, secondo cui l’attuale amministrazione non applicherebbe la legge provinciale 2 marzo 2011 n. art. 9 comma 6 – così come modificata a fine 2017 con un emendamento del Consigliere Civettini in data 22 dicembre 2017 e approvato dalla precedente maggioranza- ,che prevedeva la possibilità di erogazione dei buoni di servizio anche alle famiglie di bambini non vaccinati”.

Anche in questo caso, secondo la Lega, “viene però da chiedersi con quale coraggio detti ex assessori da una parte muovano detta critica e, dall’altra, sorvolino su un aspetto decisivo: con la Deliberazione n 322 di data 2 marzo 2018, la precedente Giunta ha espressamente imposto tra i requisiti per partecipare a tali soggiorni socio-educativi l’assolvimento degli obblighi vaccinali”.

Paradossale ma vero, “sorvolano pure, costoro, sul fatto che, con la sentenza n. 256 del 21 novembre 2018, il Tar di Trento ha dichiarato inammissibile un ricorso avente oggetto proprio l’annullamento di questa Deliberazione“. 

Le critiche, dunque, per il rigetto della Proposta di mozione di Degasperi secondo i leghisti “sono puramente strumentali e volte a nascondere un fatto: quel provvedimento non poteva essere accolto”.