Web tax al 6% per i servizi digitali esteri: la proposta del PD

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Il PD ha presentato un emendamento alla Legge di Bilancio per l’introduzione della web tax in forma stabile. Lo ha annunciato il Capogruppo Dem in Commissione Bilancio, Giorgio Santini, illustrando i contenuti chiave delle oltre 400 proposte di modifica del gruppo. Nell’emendamento, a prima firma Massimo Mucchetti, “sarà data una cifra fiscale alla stabile organizzazione, è un passo avanti dalla tassazione forfettaria alla ordinaria, con la stabile organizzazione“, ha spiegato Santini.

L’imposta sulle attività digitali pienamente dematerializzate“, la nuova web tax, sarà pari al 6% dei ricavi “per la cessione di servizi pienamente dematerializzati da parte di soggetti non residenti a soggetti residenti in Italia“, si legge nella proposta.

I soggetti oggi non residenti, che scegliessero a questo punto di realizzare una stabile organizzazione in Italia, vedrebbero tassata, come avviene normalmente per tutte le società, la base imponibile dichiarata e verificata dalle Entrate“, continua la proposta.

L’emendamento, afferma Mucchetti, è “il frutto del lavoro di un anno delle commissioni Industria e Finanze del Senato sul disegno di legge che avevo presentato per regolare questa materia. L’emendamento dà forma giuridica anche agli orientamenti espressi dai quattro principali paesi dell’Unione Europea che hanno dichiarato la loro volontà politica di superare l’enorme distorsione della concorrenza oggi rappresentata dall’arbitraggio fiscale realizzato dalle multinazionali del web“.

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