CANCELLIERI E IL CARCERE: IL SALVATAGGIO IN CORNER

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Anna Maria Cancellieri, vista la sua situazione ormai in parte compromessa, decide per l’apertura delle celle, dando il via a uno storico progetto di riforma del carcere, che affonda le sue radici nel Partito Radicale della prima guardia, che mira alle misure alternative in sincrono con le giornate di detenzione, per i detenuti che abbiano da scontare delle pene compatibili con la riduzione delle misure cautelative.

In altre parole, la proposta che il Ministro della Giustizia farebbe è quella di alternare al carcere otto ore di libertà per i detenuti, al posto delle due ore attuali, al fine di garantire il reinserimento sociale, particolarmente quello lavorativo, indispensabile per la riabilitazione sociale post-carceraria.

Il regime di detenzione è in questo periodo oggetto di studio da parte di diversi governi a livello internazionale, non solo l’Italia ma anche USA e Cina stanno rivedendo i protocolli di recupero, in forme delle più varie, ma in linea di massima riducendo l’isolamento del carcerato e reintegrando con il lavoro, dentro o fuori il carcere, il tempo di carcerazione vera e propria.

“Il punto forte è il lavoro – ha dichiarato il Ministro – stiamo lavorando anche con la SIAE per poter portare la musica nel carcere”. Il dicastero della Giustizia è anche al lavoro, con le squadre di atleti della Polizia penitenziaria, per fare in modo che, in queste otto ore, i detenuti pratichino anche attività sportive.

La reazione della Cancellieri alla sua quasi-sfiducia lascia pensare a una soluzione lampo, che non sappiamo se collocare in un progetto vero e proprio politico, o se qualificare in un semplice “rattoppo”. Tuttavia quello che conta sapere è che attualmente le carceri italiane dal punto di vista legislativo, potrebbero offrire già molti servizi, la situazione delle carceri resta carente per le strutture, obsolete in alcuni casi, sovrapopolate in altri, nonché nelle risorse economiche, che ricordiamolo anche in questo ultimo Governo, non hanno premiato i servizi per la Sicurezza dello Stato, Forze dell’Ordine e Esercito, bensì tendenzialmente tagliato anche servizi che in realtà sono indispensabili.

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