CASA POUND LANCIA LA CAMPAGNA “EUROPEI SI’, SCHIAVI NO!”

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Lento conto alla rovescia per le prossime elezioni europee, coinvolta anche Casa Pound. Il vicepresidente Simone di Stefano ha criticato le modalità per accedere all’elettorato passivo. “CasaPound sarà tra le pochissime formazioni politiche costrette a raccogliere l’assurda quantità di firme richieste da una legge elettorale capestro, fatta apposta per eliminare ogni possibilità di partecipazione al voto alle forze non presenti in parlamento – spiega il vicepresidente di Cpi Simone Di Stefano – Raggiungere cifre record, come le 30mila sottoscrizioni necessarie per presentarsi in Sicilia e Sardegna o le 3mila richieste in piccole regioni come la Valle d’Aosta e il Molise, è certamente difficile, ma è anche una sfida a cui non può rinunciare chi come noi lotta da sempre per un’altra Europa. Tanto più di fronte agli innumerevoli ‘no euro’ dell’ultima ora che saranno pronti a svendersi al migliore offerente alla prima occasione utile”.

Casa Pound Italia lancia così la campagna di raccolta firme in vista della candidatura alle prossime elezioni europee, che oggi vedrà in piazza in tutta Italia centinaia tra militanti e simpatizzanti del movimento impegnati per raggiungere un obiettivo certamente ambizioso: mettere insieme le 150mila firme necessarie per partecipare al voto di maggio prossimo.

Casa Pound ricorda anche che”Saremo quindi in piazza in tutta Italia, ogni giorno, con la nostra tartaruga e con la bandiera Ue sbarrata (simbolo della loro campagna politica n.d.r), che ci auguriamo possa diventare un simbolo per tutti i popoli europei che sognano la fine di questa Unione e la nascita di una vera comunità di nazioni sovrane, per dire forte e chiaro all’Unione europea che a queste condizioni vogliamo uscire dall’euro, che non possiamo lavorare alle paghe da fame dell’Est Europa, che vogliamo stampare la nostra moneta con una banca centrale sovrana, che vogliamo mangiare prima i nostri prodotti agroalimentari, poi, forse, quelli degli altri, che vogliamo proteggere la nostra industria e i lavoratori dagli stranieri e dalla concorrenza sleale, che non vogliamo distruggere il futuro dei nostri figli per pagare i 50 miliardi l’anno del fiscal compact.

Il voto di maggio è una battaglia epocale, che chiama a raccolta tutti coloro che si ribellano a una Unione europea che ci vuole schiavi e senza voce. Per questo invitiamo tutti coloro che vogliono partecipare a firmare e ad aiutarci a raccogliere le firme necessarie per arrivare a Bruxelles, contattando la mail bastaue@gmail.com”.

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