SIMONE DI STEFANO ARRESTATO DOPO RIMOZIONE BANDIERA UNIONE EUROPEA

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Una scala e poi un uomo che sale su questa e prende, togliendola, la bandiera dell’Unione Europea issata su un balcone. Quell’uomo è Simone di Stefano, vicepresidente di Casa Pound e candidato premier per questi alle scorse politiche, che nella giornata di ieri, all’interno della manifestazione organizzata dalla nota organizzazione di destra, ha tentato di sostituire la bandiera dell’Unione Europea, posta su un balcone della rappresentanza in Italia della Commissione europea, con quella italiana. La manifestazione ha visto coinvolte anche le forze dell’ordine della Digos che sono accorse in loco  per disperdere i manifestanti.

Di Stefano con la bandiera in mano
Di Stefano con la bandiera in mano

È stato riscontrato l’uso di cariche di alleggerimento da parte di queste. Simone Di Stefano è stato arrestato per l’atto compiuto ed attualmente è in stato di fermo. “Arrestato per furto di bandiera, peraltro restituita”, è il commento di Gianluca Iannone. Sono stati denunciati anche una decina di militanti per concorso nel furto aggravato ( ovvero quello della bandiera), resistenza a pubblico ufficiale e manifestazione non autorizzata. La bandiera, al centro del delicato caso e del cui furto di Stefano è stato fermato, è stata recuperata dagli agenti e restituita, sembra intatta, agli uffici della Commissione europea.

Il movimento di Destra ha dichiarato in merito che “”Arrestato per furto di bandiera, peraltro restituita. E’ l’ultimo ‘colpo di teatro’ di uno Stato talmente distante dai suoi cittadini, che non riesce più a comprenderne nemmeno le istanze più immediate ed è costretto a ricorrere a grotteschi escamotage come questi pur di fermare una protesta giusta e di popolo”. Così il leader di CasaPound Italia Gianluca Iannone commenta l’arresto per furto pluriaggravato del vicepresidente del movimento, Simone Di Stefano, bloccato dalla polizia, durante il ‘blitz’ pacifico del popolo del 9 dicembre alla sede di rappresentanza in Italia della Commissione europea in via IV Novembre a Roma, mentre con una scala tentava di sostituire un Tricolore alla bandiera blu dell’Unione europea che sventolava sul palazzo.

 ”La bandiera è stata restituita – sottolinea Iannone – D’altra parte non era certo nostro interesse rubarla, non sapremmo che farcene. Di Stefano voleva sostituirla con un tricolore, come abbiamo fatto al portone della sede di via IV Novembre, per dire che se la politica consegna la nostra sovranità all’Europa, la Nazione, il popolo, se la riprende. Simbolicamente. Troppo complicato da comprendere?”.

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