D’Alterio: “In Trentino il centrosinistra lascia gravi problemi ambientali”

La spara a zero Mario D’Alterio, candidato per il M5S alla camera in Trentino, in merito alla situazione ambientale in provincia. L’inquinamento, a suo avviso, è presente “Dalla Val di Non, infestata dall’uso massiccio e incontrollato di pesticidi e fertilizzanti chimici, alla Valsugana, che per alcuni politici locali è stata usata come valle da deturpare”.

Per D’Alterio: “la responsabilità (politica) maggiore ricade proprio sul candidato attuale nel collegio di Pergine: Lorenzo Dellai. Dellai, che vive di politica dalla metà degli anni 90, ha rivestito il ruolo di sindaco di Trento prima (dal 1990 al 1998) e Presidente della Provincia Autonoma di Trento poi (dal 1999 al 2012); nel febbraio del 2013 entra in parlamento con la lista di Mario Monti”.

D’Alterio ricorda che durante il mandato dell’ex Presidente della Provincia autonoma di Trento avvenne “il disastro ambientale di Monte Zaccon di Marter, in Valsugana, (emerso a seguito di indagini nel 2009) dove vennero conferiti illegalmente rifiuti pericolosi di vario genere che hanno rilasciato sostanze cancerogene e altre di natura organica molto pericolose per l’uomo e l’ambiente. Nel mentre il governatore Dellai dichiarò “nessun pericolo per la salute”. Parole irresponsabili a dimostrazione della scarsa considerazione avuta su un fatto così grave”.

Il candidato pentastellato ricorda che altro problema che interessa sopratutto la Valsugana riguarda l’acciaieria di Borgo, definita da lui un “mostro” ambientale ancora oggi attivo.

“Su questo, però – va detto per completezza di informazione -, la responsabilità non è solo dell’ex governatore Dellai, ma di tutta la coalizione di centro-sinistra-autonomista. Nessuno dei partiti di maggioranza provinciale si è mai realmente speso per la tutela della salute dei cittadini (migliaia di residenti), in particolare della Valsugana, perché hanno anteposto gli interessi “economici” dell’attività siderurgica – che mai doveva nascere in quel particolare contesto ambientale – e di conseguenza hanno “ceduto” a tutte le emissioni prodotte e sparse nell’ambiente per proteggere l’occupazione ( un centinaio di lavoratori)”, ricorda D’Alterio.

L’esponente pentastellato conclude affermando che sulla questione ambientale il centro-sinistra-autonomista si è  dimostrato assente e poco sensibile. Per quanto concerne l’acciaieria, D’Alterio crede che si debba fare una analisi ragionevole sull’impatto ambientale dell’attività siderurgica e in base agli esiti stabilire come procedere per il futuro, fermo restando che la tutela dei lavoratori (beninteso non solo quelli dell’acciaieria) deve essere sempre al centro dell’agenda politica.