Al via le votazioni per i nuovi Presidenti di Camera e Senato

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E’ finalmente giunto il giorno dell’insediamento del nuovo Parlamento scaturito dalle scorse votazioni politiche del 4 marzo, e l’atto d’iniziazione prevede come da consuetudine l’elezione dei nuovi Presidenti di Camera e Senato che andranno a sostituire Laura Boldrini e Pietro Grasso.

I senatori saranno chiamati a Palazzo Madama alle 10.30, mentre la seduta a Montecitorio si terrà alle 11.30. In entrambi i casi le votazioni si svolgeranno a scrutinio segreto – lasciando ai singoli parlamentari la possibilità di dare preferenze diverse da quelle indicate dai rispettivi Capigruppo. Al Senato presiederà il Senatore a vita ed ex-Capo di Stato Giorgio Napolitano, a Montecitorio il deputato del PD Roberto Giachetti: il primo è il Senatore più anziano per età, il secondo è il più anziano fra i vice Presidenti uscenti rieletti alla Camera.

L’elezione del Presidente della Camera necessita al primo scrutinio la maggioranza dei due terzi dei deputati eletti, al secondo e terzo scrutinio la maggioranza dei due terzi dei deputati votanti e infine dal quarto turno in poi basta la maggioranza assoluta dei deputati votanti.

L’elezione del Presidente del Senato necessita al primo e al secondo scrutinio la maggioranza assoluta dei Senatori eletti, al terzo scrutinio la maggioranza assoluta dei Senatori votanti e infine, se arrivati a un quarto turno, si tiene un ballottaggio tra i due candidati che hanno ricevuto più voti al terzo scrutinio.

In queste circa tre settimane dal voto nazionale le forze politiche hanno avuto modo di confrontarsi sui nomi su cui convergere, lasciando scrutare all’orizzonte un’intesa tra M5S e centrodestra grazie al lavoro diplomatico dei due leader vincenti, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Intesa che parrebbe sfumata ieri, quando il Capo politico del MoVimento ha definito “per noi invotabile” il candidato presentato dal centrodestra, ossia Paolo Romani. Resta da vedere se l’intesa tra i due blocchi vincitori dalle votazioni del 4 marzo reggerà o se l’elezione dei due Presidenti al Parlamento sarà teatro di strategie dell’ultimo minuto.