Bisignani: “Di Maio più democristiano di Andreotti”

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Il faccendiere Luigi Bisignani, ritenuto uno degli uomini più potenti d’Italia, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la notizia”, condotta da Gianluca Fabi e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano, per commentare la situazione politica italiana.

 

Sulle consultazioni. “Al Quirinale siede un gran signore siciliano che ha fatto della flemma il suo stile di vita –ha affermato Bisignani-, per cui sarà una crisi lunghissima, aiutata anche dal fatto che l’Italia è una Repubblica che si basa sul precedente. E i precedenti dicono che le crisi di governo sono lunghissime ed hanno un rituale che andrà avanti per un paio di mesi. Grazie a Dio, l’Italia questo periodo di stallo se lo può permettere così come se lo sono potuti permettere il Belgio, la Spagna e la Germania. L’unica vera clava era quella di Bruxelles sui conti pubblici, ma ci hanno detto che possiamo fare con calma, per citare una canzone che andava di moda quest’estate: despacito, despacito. Si troveranno mille formule democristiane. Magari Mattarella tirerà fuori anche dei saggi tra un giro di consultazioni e l’altro”.

 

Su Di Maio. “Di Maio è un leader politico che è cresciuto anche grazie ai consigli del principale collaboratore di Mattarella, il dottor Zampetti, segretario generale del Quirinale –ha dichiarato Bisignani-. Zampetti, quando era ancora segretario generale della Camera, ha tenuto a bada il 26enne Di Maio quando è diventato vice presidente della Camera. Di Maio ha un’aria democristiana per cui s’intenderà perfettamente con Mattarella. Persino al pranzo di Pasqua, Di Maio portava la cravatta. Neanche Andreotti, a casa in famiglia la domenica, aveva la cravatta ma il cardigan blu”.

 

Sull’esclusione di Berlusconi dal contratto di governo di Di Maio. “Ogni tanto gli ricordano che lui è il leader dei grillini –ha affermato Bisignani-. La sua campagna elettorale è stata perfetta. Berlusconi e Renzi l’hanno criminalizzato facendosi un autogol incredibile. Lui non ha risposto alle provocazioni, adesso ci sta che adesso faccia qualche provocazione, perché far digerire Berlusconi agli elettori 5 Stelle sarà difficile, ma ci riuscirà sicuramente. L’accordo tra Di Maio e Salvini è di ferro, perché è un accordo di potere e il potere unisce più di qualsiasi cosa. Io lo dico dal 2015. Renzi deve stare attento perché si perde mezzo partito, così come Berlusconi. Dire che Salvini è un rivoluzionario fa ridere, la Lega governa in regioni importantissime. E Di Maio è l’espressione della piattaforma Rousseau di Casaleggio e di altri signori che guardano al potere e non alle ideologie. L’elettorato ha voglia di metterlo alla prova e, se perde qualche grillino per strada, guadagnerà la simpatia di qualche democristiano. Di Maio dovrebbe fare l’esatto contrario di quello che ha fatto Renzi, che è rimasto chiuso a Palazzo Chigi con quattro toscani. Se Di Maio apre alla società civile rischia anche di fare bene”.

 

Su Berlusconi. “A Berlusconi chiediamo troppo. E’ un signore di 82 anni che forse ha sbagliato campagna elettorale partendo troppo presto. Mai darlo per sconfitto. Chissà che non tiri fuori qualcosa dal cilindro”-

 

Su Renzi. “Se Renzi la smette di rosicare forse può ritornare ad essere un protagonista. Per adesso dovrebbe prendersi un periodo sabbatico. Se avesse l’umiltà di farsi da parte per un po’ tornerebbe alla ribalta perché è un fuoriclasse”.

 

Chiesa. “La Chiesa di Bergoglio non si occupa della politica, si rivolge esclusivamente ai poveri dell’Africa, dell’Asia e del Sud America, l’Europa non la calcola proprio. Poi c’è qualche vescovo che guarda a Di Maio con simpatia e qualcuno alla Segreteria di Stato l’ha già ricevuto più di qualche volta”.