Al via “Cantiere Italia”, il progetto sovranista di Alemanno e Moffa

Hanno preso il via i lavori di Cantiere Italia, il progetto di Gianni AlemannoSilvano Moffa che abbraccerà sessantaquattro esponenti provenienti dall’area di destra – come Mario Landolfi – e appartenenti a movimenti e associazioni, tra cui il Movimento Nazionale per la Sovranità.

Il 24 e il 25 novembre a Roma andrà in scena una grande Assemblea dal titolo “CANTIERE ITALIA, la Destra che vuole la Sovranità“. In una nota degli stessi organizzatori si legge anche che “L’idea è quella di costruire insieme un progetto che permetta alla Destra di essere protagonista all’interno del Polo sovranista che si sta costruento intorno alla leadership di Matteo Salvini e alle iniziative di aggregazione di Giorgia Meloni“.

Non vogliamo inseguire i leader per cercare il regalo di qualche candidatura, ma piuttosto vogliamo un grande progetto che permetta ai sovranisti di trovarsi uniti per raccogliere l’eredità migliore del vecchio Centrodestra preparandosi a governare nei comuni e nelle regioni dove si porterà nei prossimi mesi e in futuro in tutta Italia” conclude il comunicato.

Tantissimi gli ospiti d’onore: i forzisti Salvo Pogliese (sindaco di Catania), Donato Toma (presidente del Molise) e Maurizio GasparriAdolfo Urso di Fratelli d’Italia, Mario Mauro dei Popolari e tanti leghisti, come il sottosegretario al Ministero del Lavoro Claudio DurigonFrancesco Zicchieri e gli esponenti delle correnti minoritarie: la liberale Cinzia BonfriscoClaudio Barbaro in quota MNS. Si prevedono interventi anche del sottosegretario al Ministero degli Affari Europei Luciano Barra Caracciolo e del presidente della Sicilia Nello Musumeci.

Ma sarà soprattutto tra la società civile che Cantiere Italia troverà molti autorevoli esponenti: interverranno infatti il segretario generale dell’UGL Paolo Francesco CaponeAntonio Rinaldi della Link Campus University e lo psichiatra e criminologo Alessandro Meluzzi. Verranno intervistati anche Guido Bertolaso, Ettore Prandini (presidente della Coldiretti), Philippe Vardone (dirigente del Rassemblement National) e in via “semi-seria” anche Giancarlo Magalli.