Tutti amano Matteo Renzi

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Criticato, osteggiato, insultato, ma al contempo simpatico e amato dalla gente. Questa è l’immagine che si sta ritagliando Matteo Renzi nello scenario politico nazionale e internazionale. In quest’ultima settimana, da protagonista assoluto, è stato infatti al centro del gossip nostrano. Il tutto partì con la sua decisione di partecipare alla finale degli Us Open con un volo aereo di Stato: costo elevato e una decisione criticata dalle opposizioni, che lo hanno accusato di sperperare continuamente i soldi.

Sono note le polemiche sorte sull’uso di veicoli dello Stato per i suoi spostamenti. Basti ricordare quando, a dicembre dell’anno scorso, decise di andare a trascorrere qualche giorno di vacanza in Val d’Aosta, utilizzando un veicolo di Stato, oppure quando l’elicottero che usa tutti i lunedì mattina per andare a Roma si fermò per avaria su un campo di calcio.

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 L’elicottero del Papa

Per la gioia delle opposizioni, alla polemica del volo di Stato di Renzi negli USA,  se ne aggiungono altre due: la prima riguarda la sua decisione di comprare un aereo più grande per evitare di far scalo su un’isola dell’Atlantico, quando si deve recare in America. Il costo dell’aereo è di circa 200 milioni di euro; l’altra è stata l’esposizione del tricolore, durante la finale degli US Open e dopo la premiazione, al contrario. Eppure, di fronte a questi due scandali, Renzi ne è uscito indenne. “L’idea che le alte cariche dello Stato non si muovano con i voli di Stato appartiene ad una dinamica molto populista”,  ha detto il Presidente del Consiglio qualche giorno fa ad Otto e Mezzo. “C’è gente – aggiunge – che avrebbe chiesto a Pertini il computo per i voli di Stato per andare a prendere la Nazionale dell’82″. Una secca accusa direttamente indirizzata al M5S che, sopratutto con Alessandro di Battista, incita alla coerenza di Sandro Pertini. Il Premier, da ottimo comunicatore, ha ricordato anche che negli USA tutti pensavano alla vittoria della statunitense Serena Williams e nessuno sospettava una finale tutta italiana. Per lui era doveroso  partecipare a una manifestazione anche se, come lui stesso afferma, “viene considerato di serie B”.

Malagò mentre regge la bandiera sulla Destra
Malagò mentre regge la bandiera sulla destra

Una seria difesa a favore di  Matteo Renzi riguarda la bandiera italiana messa al contrario. Era messa a rovescio, come dimostrano le foto, sia nel corso della partita, ma anche in occasione delle foto di rito. La colpa è ricaduta sul Premier anche se in realtà il principale responsabile è Giovanni Malagò, Presidente del CONI, che reggeva la bandiera nella celebre foto con Matteo Renzi e Flavia Pennetta.  È un infiltrato simpatizzante per Alessandro di Battista? A certe domande, soprattutto quelle inerenti a come sia possibile che il capo dello sport in Italia non sappia come posizionare la bandiera nazionale, si potrà dare una risposta solamente tra qualche decennio.

Nonostante tutti questi eventi, il futuro di Matteo Renzi è roseo. L’istituto Piepoli ha costruito un sondaggio e ha cercato di capire come gli italiani abbiano reagito alle decisioni prese dal nostro Premier. Il 39% degli interessati ha condiviso la decisione del Presidente del Consiglio. I contrari si sono fermati al 49%. 

Un dato che conferma, nonostante le parole dell’opposizione, un sostegno da parte della popolazione italiana all’ex-Sindaco di Firenze. Renzi ha del resto l’animo del vero italiano: vivace (qualità innegabile), testardaggine (nessuno gli ha fatto cambiare idea sulle riforme previste in Italia, di cui alcune già realizzate) e il comportamento, come si direbbe in Toscana, da “bischero”. Chi alla fine, semmai evitando anche un evento monotono quale la Fiera del Levante, non farebbe la “bischerata” di attraversare un oceano per andare a vedere la partita di tennis, pur non conoscendo lo sport?

In conclusione, in Italia molti politici vogliono imitare il sobrio stile di vita di quelli anglosassoni. Del resto è inutile cercare di essere quello a cui socialmente e culturalmente non si potrà mai arrivare per le troppe differenze di mentalità e di modo di vivere che ci differenziano dai sudditi di Sua Maestà. La conferma viene dal comportamento tenuto dai rappresentanti della Coldiretti, associazione di agricoltori ostile al Premier, che in occasione della giornata dell’agricoltura ad Expo, hanno acclamato caldamente Renzi di ritorno dal suo ennesimo viaggio negli USA.


Michele Soliani

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