ALLEANZA NAZIONALE: BIAVA A MELONI-GASPARRI: “GIUSTO CHE ASSEMBLEA SOCI DECIDA DESTINO POLITICO”

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“Ho letto con stupore le dichiarazioni dell’on. Maurizio Gasparri e dell’on. Giorgia Meloni, entrambi membri del cda della Fondazione Alleanza Nazionale, nella quale ricopro il ruolo di vicepresidente, in merito ad un mio post su facebook. Cerchiamo di rimettere le cose a posto, in modo pacato e leale. In quel post ho scritto che “l’Assemblea degli iscritti, finalmente convocata a Giugno, dovrà decidere il destino politico della Fondazione An”. Cioè che l’assemblea degli iscritti faccia quello che lo statuto della fondazione gli dà il potere di fare: indirizzare il cda per il migliore raggiungimento degli scopi e dei fini della fondazione stessa, anche per rispondere alle accuse di un certo immobilismo che provengono da più parti e rispetto alle quali non mi sento di dissentire completamente”. Lo dichiara in una nota Francesco Biava, Vice presidente della Fondazione Alleanza Nazionale.

“Quindi – continua Biava – non c’è nessun gruppo di oscuri malfattori che cerca di impadronirsi di un fantomatico tesoretto, ma un semplice quanto dovuto richiamo alla democrazia e all’adempimento dei compiti statutari. I più di mille soci regolarmente iscritti devono decidere, una volta per tutte, se questa Fondazione deve servire solo a creare un museo della nostra storia o provare a contribuire, proprio in nome dei valori della Destra, a ricostruire una Casa comune per tutti coloro che in questi valori si ritrovano e comunque a incidere nell’attuale devastato scenario politico. Se questo dovesse essere l’orientamento di fondo è che chiaro che i modi concreti in cui declinarlo dovranno consentire il massimo coinvolgimento di quello che è il popolo della destra italiana, con specifico riferimento alle generazioni più giovani che, magari per ragioni anagrafiche, non hanno avuto modo di partecipare all’esperienza di Alleanza Nazionale”.

“Ricordo a tutti che cos’è una Fondazione per l’ordinamento giuridico italiano: è un patrimonio legato ad uno scopo. Mi sembra più che legittimo che i soci decidano verso quale obiettivo indirizzare queste risorse. D’altra parte proprio nel Congresso di scioglimento di An, la Fondazione fu creata anche per fare fronte a un eventuale fallimento del progetto del Popolo della Libertà. E’ legittimo pensarla diversamente, pensare che in Italia, mentre la Sinistra spadroneggia sotto la guida di Matteo Renzi, la Fondazione non abbia nient’altro da fare che dedicarsi ad astratte operazioni storico-culturali. Ma lo si deve fare sostenendo la propria tesi senza evocare scenari inquietanti che l’utilizzo della parola “tesoretto” suggerisce. L’Assemblea degli iscritti della Fondazione, in un clima il più sereno possibile, dovrà essere – conclude Biava – il luogo dove ognuno dei soci si assumerà le proprie responsabilità verso un popolo di Destra che ancora oggi ci appare disperso in tanti rivoli e su troppe posizioni diverse”.

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