Antonio Di Pietro è intervenuto questa notte ai microfoni di Rai Radio2, nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta dall’1.30 alle 6.00 del mattino.

Di Pietro ha parlato del suo rapporto con il potere: “Ho sentito una relazione dello psichiatra Meluzzi che mi ha fatto molto riflettere. Lui dice che chi ha potere rischia di rimanere isolato e di non avere più sentimenti. Io ho avuto potere, ora sono tornato normale, faccio parte della ‘associazione combattenti e reduci’, sono tornato in campagna, ho vendemmiato ieri. Chiedo a Meluzzi di dirmi se uno che ha avuto potere quando torna indietro ha la possibilità di guarire o no. Il potere isola, è vero. Pensi a tutto ciò che fai tu, non pensi a ciò che fanno gli altri e a cosa hanno bisogno gli altri. Ho compiuto da poco 68 anni, è la terza fase della mia età, la devo dedicare a me stesso, non posso più rincorrere nulla, devo mettermi l’anima in pace. Il potere isola anche per colpa dei lecchini che attorniano il potente. Il lecchino di regola è anche un traditore, lecca te fino a quando gli fai comodo, poi ti abbandona. Il lecchino è una malattia di cui bisogna liberarsi. In tanti mi hanno usato e tradito”.

Su Ponte Morandi a Genova: “Toninelli disse subito che si sarebbe costituito parte civile. Ma il Ministero, lo ripeto, più che parte civile dovrebbe assumere il ruolo di responsabile. Piuttosto che prendere i soldi, dovrebbe pagarli. Dissi subito che la cosa migliore sarebbe stato rifare il ponte a Società Autostrade. Ora tutti stanno riflettendo sul fatto che forse sarebbe stato meglio. Il ponte lo deve rifare autostrade con i soldi suoi. Non noi con i soldi nostri. Se lo fa Autostrade, il ponte può essere costruito anche entro un anno e mezzo. Ognuno deve fare il proprio mestiere, Autostrade comunque sia è una società che fa questo di mestiere”.

Di Pietro, da ex Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, è stato molto duro con Toninelli: “Accetto l’ignoranza, ma a ognuno il suo mestiere. Toninelli è come un commercialista a cui viene chiesto di fare un intervento a cuore aperto. All’ignoranza aggiunge la supponenza, la strafottenza. Io sono sempre stato per il ricambio generazionale della classe politica, ma servono anche umiltà e senso di responsabilità”.