BEPPE GRILLO E L’ALDE: NESSUNA ALLEANZA DECISA

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Se andassimo a votare domani probabilmente non vincerebbe il centro-sinistra, ci sarebbe una buona percentuale di voti a destra e il secondo partito singolo, senza coalizione, sarebbe ancora il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Nonostante tutti i consensi, però, non è ancora chiaro come funzioni il partito dal punto di vista della comunicazione. Se da una parte lo abbiamo capito, il sito del leader fuori campo rimane in linea di massima l’unica fonte citabile, non sono così parchi tra i ranghi gli stessi politici, tanto che sono state sufficienti poche chiacchierate e collaborazioni per far scattare subito la trappola delle alleanza. Riportavamo qualche giorno fa la notizia di una alleanza in fieri di Beppe Grillo con ALDE, il partito librale democratico europeista, che per la politica europea sta nella stessa posizione di un cartografo che si metta a far confronti di carte geografiche, come confrontare Fuller e Mercatore.

Immediatamente è arrivata al giornale la rettifica da parte dei pentastellati, che hanno smentito la notizia. Premesso che il M5S non ha ancora stretto alleanze, né a livello nazionale, né a livello europeo, alcune criticità che confermano lo stretto rapporto di collaborazione tra alcuni esponenti di M5S e ALDE ci sono, Beppe Grillo ha più volte confermato un lavoro di stretta comunicazione tra le parti, senza alleanze, metodo acquisito dagli stessi parlamentari pentastellati, ma non vi sono appunto delle reali alleanze. Il M5S non si sta ancora muovendo sul fronte partitico, non stringe alleanze, non pattuisce deliberazioni, lavora su una politica di concetto. In attesa del destino di M5S per le Parlamentari Europee del 2014 l’unica certezza è la pubblicazione dei “Sette Punti per l’Europa” una specie di Vangelo Pentastellato, la garanzia che non vi sono alleanze, pervenuta via blog e via twitter dallo stesso Beppe Grillo e alcune sparute proposte di inserire fuggitivi di ALDE in M5S se vi fossero i presupposti.

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