BERLATO. CORRUZIONE NELLA PA, SI FACCIANO NOMI MALFATTORI PER RISPETTO AI CITTADINI

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“Da uno studio dell’Olaf, l’Agenzia europea anti frode, risulta che ai cittadini la corruzione della Pubblica amministrazione costa 60 miliardi d’euro all’anno, cosa che ritengo inaccettabile e che va combattuta. Io ho deciso di fare questa battaglia e ho fatto la mia parte segnalando agli inquirenti le anomalie che avevano riscontrato imprenditori e cittadini nella gestione degli appalti pubblici in Veneto. Oggi, a un anno dallo svolgimento di indagini, sono a chiedere a chi ha fatto un lavoro encomiabile e verso cui nutro grandissimo rispetto e fiducia, di dire se ci siano e chi siano i malfattori e i corruttori, perché i cittadini hanno il diritto di distinguere le persone perbene da quelle che non lo sono”.

Lo ha dichiarato Sergio Berlato, deputato europeo del Ppe/Fi, nel corso del convegno che ha promosso “La corruzione nella pubblica amministrazione- Quanto costa ai cittadini in Italia”, tenutosi questa mattina a Vicenza, nei Chiostri di Santa Corona.

“Lo dobbiamo- precisa Berlato- soprattutto a quegli imprenditori che hanno avuto il coraggio di denunciare il malaffare e posso assicurare che se si prosegue nella direzione di avere dei riscontri rispetto ai nostri dubbi, altri imprenditori che ora non parlano semplicemente perché temono che le indagini vengano insabbiate e non portino a nulla, saranno motivati a portare le loro testimonianze e i loro dubbi rispetto alla vicenda appalti”.

“Ritengo- conclude il deputato europeo- che il contributo di tutti, nessuno escluso, sia importantissimo perché si possa scrivere la storia di un’altra Italia e di un Veneto migliore, e in ogni caso ovunque porterà questa nostra battaglia per la verità, anche fosse solo quello di aumentare la consapevolezza nei cittadini, sarà comunque un risultato fondamentale e per la nostra coscienza, e per le persone che hanno fiducia in noi”.

Nel corso della mattinata, moderati dal giornalista Renzo Mazzaro, sono intervenuti  Andrea Venegoni  (Magistrato – Ufficio Europeo per la lotta Antifrode – OLAF), Riccardo Pelizzo (Consulente della Banca Mondiale, specializzato nel preparare i Parlamenti nella lotta alla corruzione e per la riduzione dello spreco di denaro pubblico), Michele Croce (Verona pulita) e Alessandro Naccarato (Componente Commissione parlamentare antimafia).

Pelizzo ha precisato come: “La corruzione ha costi economici, politici e sociali. Rallenta la crescita, impedisce lo sviluppo, colpisce più duramente i ceti più disagiati, ed è la causa principale della crisi che l’Italia sta attraversando”

Per Venegoni: “Come Commissione europea abbiamo proposto di istituire una procura europea, e la cosa è già in discussione al Consiglio dell’Unione e al Parlamento europeo, perché si possa indagare anche a livello penale sulla  materia di utilizzo e riscossione dei fondi europei per condurre indagini in tutta l’Unione europea con meno restrizioni  territoriali rispetto alle attuali”.

Michele Croce ha ricordato invece come: “Da Presidente dell’Agec, non solo mi fu vietato di accedere a documenti senza assenso del Presidente, ma quando mi recai dal sindaco Flavio Tosi per esternare i miei dubbi circa alcune anomalie che avevo riscontrato nella gestione dell’Ente, mi rispose che mi sbagliavo. Bene, la giustizia è lenta ma inesorabile, e oggi otto dirigenti dell’Agec su undici, direttore compresi, sono agli arresti”.

Naccarato ha sottolineato infine: “Per prevenire il fenomeno della corruzione, uno dei temi decisivi è la libera concorrenza, e proprio ostacolandola si creano situazioni di monopolio, cosa che di fatto si è verificata in Veneto nella gestione delle opere pubbliche”.

 

 

 

 

 

 

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