Borse di studio agli sloveni in Italia sono il doppio di quelle italiane in Slovenia

Il neo-eletto Presidente dell’Abruzzo Marco Marsilio ha avuto finalmente risposta a due interrogazioni sulla condotta della Slovenia nei confronti degli studenti italiani.

Stando a quanto affermato nelle interrogazioni, pare infatti che la Slovenia eroghi borse di studio ai cittadini italiani con importi risibili ed insufficienti, in virtù dell’accordo culturale del 2000 entrato formalmente in vigore solo lo scorso anno.

Ad eseguire gli accertamenti previsti dall’interrogazione presso l’Ambasciata italiana a Lubiana è stato il Sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano (M5S). Si è potuto prendere così atto che mentre l’Italia versa agli studenti sloveni 27 mensilità a 900€, gli italiani ricevono dalla Slovenia 20 mensilità a 296€.

Il dato, riportato incompleto dall’Ambasciata italiana, va integrato con i 200€ di alloggio gratuito garantito dalla Slovenia e con i 50€ di buoni pasto che vengono concessi, portando così la cifra intorno a 550€ al mese. Ma bisogna anche tenere conto del reale costo dello studentato di Lubiana e soprattutto del sistema sloveno dei buoni pasto: questi infatti hanno una funzione di agevolazione in un sistema di marketing e non assicura i pasti gratuiti agli studenti.

Sono stati inoltre analizzati i dati statistici sloveni sul tasso di povertà locale, attestando la soglia di povertà intorno ai 600€ mensili. Risulta dunque evidente che gli studenti italiani ricevono meno di quanto viene considerato povertà dallo Stato sloveno e ricevono una borsa in denaro pari a solo la metà della soglia di povertà.

L’ambasciata d’Italia a Lubiana – afferma il Sottosegretario Di Stefano – si è detta disponibile a continuare l’opera di sensibilizzazione della controparte slovena sul tema, al fine di incrementare le risorse destinate alle borse di studio da assegnare agli studenti italiani“. Il Ministero degli Affari Esteri non ritiene però di rivedere l’accordo dell’8 marzo 2000 stilato con la Slovenia e che non prevede alcuna reciprocità negli importi da assegnare ai borsisti.

Con le interrogazioni di Marsilio si vuole sottolineare il grave comportamento da parte slovena, con un importo indecoroso di 300€ versato ai cittadini italiani. Sembra quasi che la cifra voglia andare a scoraggiare la domanda delle borse stesse.

Se non c’è l’intenzione di ridiscutere l’accordo, anche perché è entrato in vigore di recente, resta tuttavia una forte perplessità sulla bontà di questo: non viene infatti prevista alcuna regola di reciprocità e risulta di fatto discriminatorio per le richieste di borse dei cittadini italiani rispetto a quanto assicurato ai cittadini sloveni in Italia.

Segnalando che l’offerta di borse per l’Anno Accademico 2019/2020 vede confermati gli importi, precisando anche quelli “indiretti”, Marsilio ritiene che l’importo debba essere quantomeno reso paritario tra i due Stati, al fine di non alimentare la retorica anti-italiana non solo nel Giorno del Ricordo ma anche erogando irrispettose borse di studio agli studenti italiani.