BRUNETTA OSCURATO NON MOLLA LA LOTTA ALLA RAI

0
22

Renato Brunetta, uomo di punta della rinata Forza Italia, è arcinoto non solo per la sua competenza in campo economico, ma ancor di più per le sue liti con Fazio, la Bignardi, Floris, insomma tutti i conduttori sinistri della nostra televisione, oltre che per le battute sulla sua altezza, o bassezza se preferite. Il nostro ha da sempre una forte avversione per gli sprechi e le inefficienze pubbliche, la sua riforma da Ministro gli ha attirato l’odio di tutti i “fannulloni” (come diceva egli stesso) dell’apparato amministrativo dello Stato, e a livello mediatico ha sempre amato attaccare la Rai.

Sempre in prima fila nel denunciare i compensi dei vari Crozza e Celentano, sempre pronto ad alzare la polemica circa la faziosità della televisione pubblica. Brunetta aveva così aperto un sito web sul quale venivano pubblicati “gli atti di sindacato ispettivo di parlamentari e le risposte della Rai a interrogazioni e quesiti preposti da componenti della commissione di Vigilanza Rai”, attirandosi ancora una volta le antipatie di mamma Rai. Qualcosa però è andato storto e così il Tribunale di Bologna ha oscurato RaiWatch, il sito che il capogruppo di Forza Italia aveva creato, Il ricorso vinto da Viale Mazzini contestava l’utilizzo della sigla nel nome del sito.

L’ex Ministro però oltre alla statura minuta, ha anche la tenacia, quindi ha liquidato i giornalisti indiscreti con un “Non pensavamo che usare il termine ‘Rai’ fosse un abuso”, ed ha ripreso immediatamente la campagna di sensibilizzazione pubblica verso un radicale cambiamento della televisione statale, riprendendo l’attività su tvwatch.it .

Senza voler entrare nel merito di una vicenda, per la quale non si può parlare di censura,  possiamo però dire che potrebbe fare da pulce nell’orecchio  per il neo Presidente del Consiglio Renzi, dato che sono molti gli italiani che mal digeriscono il canone, il denaro pubblico devoluto alla Rai e la programmazione sempre più magra quando si tratta di grandi eventi.

Raffaele Freda

Comments

comments