Carlo Casula: “Conte non proviene dalla casta del mondo accademico”

0
401

Conte; parla l’amico Carlo Casula: “Si è laureato a 24 anni col massimo dei voti, a 32 anni è diventato ricercatore e a 38 anni docente ordinario. Non proviene dalla casta del mondo accademico, si è fatto da sé. Non mi ha meravigliato il fatto che nella sua prima presentazione pubblica abbia dichiarato che il suo cuore batte a sinistra. Stare con Salvini è una scommessa che lui ha fatto, spero che sia vincente. Il suo discorso? E’ stato un po’ lungo, mi sarei attenuto ai 45 minuti accademici”

 

Il Prof. Carlo Casula, storico e docente universitario, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la notizia”, condotta da Gianluca Fabi e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

 

Il Prof. Casula ha conosciuto Giuseppe Conte a Villa Nazareth, residenza universitaria della Fondazione Comunità Domenico Tardini Onlus che ospita studenti provenienti da famiglie povere. “Giuseppe Conte non fu ammesso come studente residente in quanto, pur proveniente da una famiglia modesta, aveva entrambi i genitori che lavoravano, entrò a Villa Nazareth come studente non residente. Giuseppe Conte viene dalla provincia, da una famiglia modesta, si è laureato a 24 anni col massimo dei voti, a 32 anni è diventato ricercatore e a 38 anni docente ordinario. Non proviene dalla casta del mondo accademico, si è fatto da sé. Non mi ha meravigliato il fatto che nella sua prima presentazione pubblica abbia dichiarato che il suo cuore batte a sinistra. Il suo discorso al Senato, che è stato quasi come una lezione, è stato un po’ più lungo dei 45 minuti canonici previsti dai moduli universitari. Mi ha colpito subito con soddisfazione che abbia ricordato il giovane bracciante del Mali assassinato in Calabria, giovane bracciante che difendeva anche i diritti di altri poveri colleghi sfruttati. Questo dimostra la sensibilità sociale di Conte. Stare con Salvini è una scommessa che lui ha fatto, spero che sia vincente per lui. Salvini rappresenta in parte un elettorato popolare, lavoratori del nord, in alcuni casi anche migranti regolari. Giuseppe è un credente, ha il dono dell’ascolto e del dialogo, ha l’attitudine a lavorare in gruppo. Con lui sperimenteremo la funzione di quello che noi chiamiamo premier, cioè di un organismo collegiale, è un uomo di squadra. Con Giuseppe ci siamo sentiti nei primi giorni, quando mi ha parlato della proposta che gli era stata fatta attraverso un esponente 5 Stelle che era stato suo alunno e collaboratore: Alfonso Bonafede”.