CasaPound: “Governo umilia i nostri soldati con aumenti da fame”

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Roma, 15 febbraio – “Pensavano di fare un provvedimento elettorale, invece neanche quello: sono riusciti solo a umiliare ancora una volta i nostri militari”. Lo afferma il segretario nazionale di CasaPound Italia e candidato premier Simone Di Stefano, che bolla come una “presa in giro” gli aumenti accordati dal governo al comparto difesa, dopo anni e anni di stipendi bloccati.

“I militari sono la forza a cui la Nazione si appella ogni qual volta c’è un’emergenza: dal maltempo ai rifiuti, fino alla criminalità, al terrorismo e alla minaccia jihadista, in Italia l’esercito viene costantemente invocato e utilizzato per fare fronte a ogni tipo di necessità, spesso peraltro con regole di ingaggio totalmente inadeguate, come avviene per l’operazione strade sicure. Eppure, il governo Gentiloni, disposto a cacciare milioni di euro per l’accoglienza e per soddisfare le richieste di Bruxelles, ha ritenuto dignitoso offrire a questi servitori dello Stato da nove anni senza rinnovo del contratto 42 euro di aumento al mese, praticamente un euro al giorno in più in busta paga”.

“L’ho detto e lo ribadisco: la sovranità nazionale – sottolinea Di Stefano – passa anche dalla vicinanza dello Stato ai suoi soldati, che non possono essere trattati come lavoratori di serie B, da sfruttare in ogni occasione senza dare loro nulla in cambio. Anche questa è e sarà una delle battaglie importanti che CasaPound Italia porterà avanti in parlamento”.