Centrodestra, Oriente e immigrazione: intervista a Cinzia Bonfrisco

Capire il centrodestra e cogliere le caratteristiche di “Conservatori e Riformisti” gruppo politico nato a seguito della scissione tra i berlusconiani e i fittiani nel 2015, è stato lo scopo dell’intervista fatta alla Senatrice Cinzia Bonfrisco, veneta e capogruppo al Senato dei Conservatori e Riformisti.

Una personalità politica che nella sua carriera ha fatto scelte coraggiose. Basti pensare alla sua scelta di abbandonare Forza Italia nel 2015 per fondare un Partito, certamente noto nel meridione, ma che sta rappresentando una sfida coraggiosa nel suo affermarsi a settentrione. E’ stata intervistata a Verona, alla fine di un incontro sulla stampa libera in Italia, e con lei sono stati affrontati vari argomenti quali la crisi economica, le riforme costituzionali e il futuro del centrodestra.

Attualmente il centrodestra si è presentato non unito in vista del Referendum del 4 dicembre. Voi di Conservatori e Riformisti cosa ne pensate delle riforme volute da Renzi e della situazione all’interno del centrodestra?

Attualmente siamo nella fase finale di una situazione che è iniziata due anni fa. Noi siamo usciti fuori da Forza Italia contestando una linea politica suicida nei confronti di Matteo Renzi. Il risultato è stato questo blackout della democrazia in Italia e anche della capacità del nostro Paese di affrontare una crisi economica e finanziaria che ci sta piegando.

La soluzione dei Conservatori e Riformisti in merito?

Servono iniziative forti sul piano fiscale, sul piano economico e aiuti alle nostre imprese per aiutare l’Italia. Questa Riforma ci allontana da questo obiettivo, ovvero distoglie dal vero problema: come la finanza internazionale e la connessione con le grandi piattaforme di commercio stanno uccidendo il commercio e – prima ancora – la produzione italiana.

La situazione in Ucraina continua ad essere complessa. Recentemente anche dei Consiglieri regionali del Veneto sono stati coinvolti nella delicata situazione politica internazionale che si vive a oriente. La sua opinione in merito?

Mi spiace molto perché quel focolaio deve essere uno dei principali punti che l’Europa dovrebbe affrontare. Come? Aiutando quei popoli che guardano verso l’Europa nel trovare un punto di equilibrio corretto in una storia che vede la Russia giocare un grande ruolo sullo scacchiere internazionale mostrando la sua capacità diplomatica anche nel Mediterraneo dove sono stati compiuti nel passato molti errori.

Attualmente un problema particolarmente sentito in Italia – così come in Europa – è l’emergenza immigrazione. Quale potrebbe essere la soluzione a questo problema da parte dei Conservatori e Riformisti?

La bacchetta magica non ce la ha nessuno e non ci sono ricette facili per trovare una soluzione. A me sembrerebbe una cosa di buonsenso impegnare parte delle risorse che stiamo gettando dalla finestra con un piano di accoglienza folle e suicida, andando in quei paesi e costruendo li degli asili umanitari per povere persone che devono restare lì nel loro paese e non nel nostro.

Vi è una possibilità che questo centrodestra possa ritrovare coesione?

Dobbiamo lavorare tutti per un ricompattamento. Sono contraria a riunirsi solo a livello elettorale perché il vero ricompattamento deve avvenire con il popolo di centrodestra nella chiarezza e nella verità.