Centrodestra trentino per il IV Marzo: “Sicurezza, Lavoro, Identità e Natalità”

Il centrodestra del Trentino ha presentato oggi 22 febbraio presso la Circoscrizione Clarina di Trento la sua squadra di candidati: Andrea de Bertoldi (FDI) e Giulia Zanotelli (LN) hanno spiegato il programma di Governo con il quale liste e listini corrono per le Elezioni del 4 Marzo prossimo. In una campagna elettorale che – per certi versi – è diventata una occasione per spulciarsi le piume, la destra trentina al contrario degli avversari ha ingranato la marcia per battere la città, politicamente esposta da parecchie legislature verso sinistra.

La disaffezione alle urne che si respira fuori dalle sale della politica si riflette decisamente anche dentro codeste sale: se l’andamento degli astensionisti sarà pari a quello del pubblico assente allora il primo partito alle urne – quello che supera il 40% delle preferenze – sarà proprio l’astensione. Viva è la preoccupazione: “Dobbiamo vincere le elezioni con un voto in più del centrosinistra” ha esordito Bruna Giuliani, che di politica cittadina ha ormai esperienza senza dubbio, essendo impegnata nelle Commissioni del Comune.

L’obiettivo per il centrodestra è di riuscire a strappare dei voti a una coalizione di sinistra che – sia nel Comune di Trento che in Provincia – si è insediata da ormai parecchie legislature e sta seminando malcontento e continui insuccessi; la legge elettorale attuale di per sè non consente di esprimere le preferenze in forma scritta ma consente di votare: il simbolo del proprio partito, il capolista, uno dei candidati per i deputati, in listino collegato od il candidato unico per partito per i senatori.

“L’Autonomia è stata violata e la dimostrazione è questa Legge elettorale, che al Trentino riserva una sola persona eleggibile in Senato (ndr delle Autonomie). Il voto NON deve essere disgiunto, ma il sistema più semplice per l’elettore (consigliato ndr) è la sola croce sul partito. Il conteggio al proporzionale avverrà poi in seguito.” ha detto Gianni Festini Brosa consigliere a Trento per la “Lega Nord”, introducendo il sistema di voto; un sentimento condiviso dalla espressione al Senato per la “Lega Nord” Martina Loss che ha sottolineato come – i diversi candidati in nomination – debbono, all’interno della stessa coalizione, farsi una guerra per poter portare l’elettorato alle urne. Sono infatti 4 le diverse anime del centrodestra in Trentino, ma “La volontà è quella di costruire un percorso comune nel centrodestra” ha detto Loss. Per “Noi con l’Italia” si è presentato il candidato Enrico Lillo, alla prima esperienza in Trentino con questo partito che affonda la sua radice nelle UDC.

Finalmente gli italiani hanno la possibilità di andare a votare, dobbiamo vincere le elezioni, e intendo con oltre il 40% delle preferenze – ha detto Maurizio Perego di “Forza Italia” – dopo questi esecutivi che si sono insediati senza le urne bisogna togliere il governo al centro sinistra” secondo quanto emerso il fondamentale problema si presenterà se i votanti avranno un’espressione di voto poco netta perché a quel punto le possibili alleanze per governare creeranno giochi di partito molto complicati. Il rischio concreto è di chiudere le elezioni e finire senza una maggioranza di governo. “Per il centro destra trentino il 4 Marzo segna la data dell’inizio della Campagna elettorale per le Regionali. Siamo sempre in campagna elettorale”  ha detto Perego “in una provincia come quella di Trento dove il capoluogo è in mano alla sinistra e vi sono alcune valli che hanno rapporti clientelari con il centrosinistra.”

Obiettivi aperti per il centrodestra sul rischio di vedere stritolata la Carta Costituzionale del Trentino Alto Adige, lo Statuto dell’Autonomia, calpestato dall’attuale Governo ed irriso dalla coalizione PATT/PD che ha consentito di dare un calcio alla politica locale. L’autonomia non è attualmente in buone mani, secondo il centrodestra, basti vedere che in Alto Adige il Partito Democratico ha portato la candidata Boschi, che ha tra gli obiettivi politici quello di cancellare le Regioni a Statuto speciale.

Tacciati di razzismo e di spersonalizzazione, di reati contro i diritti, almeno secondo quanto riporta Amnesty International, che in queste elezioni ha prodotto un dossier, seguendo alcuni, un migliaio, dei candidati italiani in lizza per il 4 Marzo: “Noi di Fratelli d’Italia nel centrodestra siamo stati elencati tra i peggiori – ha specificato Marika Poletti – perché parliamo di donne e di mamme, perché guardiamo alla verità della natura e dei numeri”. Un accorato appello quello di Poletti a non perdere di vista la realtà e a guardare indietro e avanti, con in testa la verità e con una politica concreta fatta di numeri veri.

Ci sarebbe però tutto sommato da capire come mai Amnesty International abbia deciso di prendere parte in modo così esplicito, dato il suo potere, cadendo banalmente in uno spudorato endorsement per le elezioni, spalleggiando il centro sinistra. Forse che nessun italiano può ormai più credere che i migranti di oggi siano rifugiati politici, poiché lo smentiscono i numeri, nonché nessun italiano può essere soddisfatto di come il Governo Renzi e il Governo Gentiloni hanno gestito la tratta di esseri umani, messa in atto dagli scafisti che trasducono in bagnarole dalle coste dell’Africa a quelle dell’Italia centinaia e centinaia di persone, alla luce delle migliaia di morti, che indicano che il programma migrazioni è stato gestito assolutamente male. Forse il PD aveva bisogno di un demonio per nascondere i propri, di demoni? 

Sostenuti da questo mondo compatto corrono per la Camera dei deputati per la Lega Nord la giovanissima Giulia Zanotelli, nonesa e mamma di una bimba di 19 mesi che vuole metterci la faccia: sicurezza, serenità, stop al degrado, ridare ai trentini quello che è stato tolto – servizi nelle valli, centri medici di base e punti nascita, poste e scuole – basta sfratti dei trentini dalle case ITEA, stop agli anziani e ai padri di famiglia separati che devono mangiare il cibo recuperato dai rifiuti, dormire per strada o in macchina, aiutare le valli che sono state molto penalizzate in questi anni.

Di fianco a lei Andrea de Bertoldi, candidato al Senato per Fratelli d’Italia, che propone una strategia rivoluzionaria contro la crisi che sta distruggendo l’Italia: la Flat Tax per lasciare in pace chi non ha soldi per pagare le tasse (chi guadagna meno di 12 mila euro l’anno) e applicare aliquote stabili per gli altri, dando progressione al valore dei soldi, dove tutti ci guadagnano e nessuno ci perde. Un atto di coraggio per aiutare le donne che vogliono ancora fare i bambini, incentivando imprese e piccoli commercianti (la dimensione italiana ndr). Asili nido gratis e tutela della funzione sociale della famiglia.

Uno sguardo ai programmi, nessun dubbio sul concetto di legalità: gli extracomunitari che delinquono vanno espulsi, i campi nomadi vanno chiusi e se vi è allarme sicurezza e terrorismo va impiegato l’esercito.

“Il programma presentato – come spiegato da de Bertoldi – è in linea con la Costituzione, contrariamente alle critiche poste a vario livello dal centro sinistra”. E il dubbio se ci fosse sparisce di fronte al tricolore esposto in sala proprio davanti al tavolo dei relatori. Molto Trentino e tanta Italia, un sentimento del centrodestra che unisce tutte le regioni.

 

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