Come nel 1994 e con l’incognita Conte candidato Premier per il M5S

È crisi di governo come fu nel 1994 tra l’allora leader della Lega, Umberto Bossi e il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Un qualcosa insomma non di nuovo in casa Lega e che, nei fatti, era già stato calcolato dal MoVimento 5 Stelle. Subito dopo le parole pronunciate a Pescara da Salvini, i pentastellati hanno infatti risposto con una campagna mediatica avente lo scopo quello di mettere spalle al muro il Vicepremier.

“Noi siamo pronti, della poltrona non ci interessa nulla e non ci è mai interessato nulla, ma una cosa è certa: quando prendi in giro il Paese e i cittadini prima o poi ti torna contro. Prima o poi ne paghi le conseguenze”, ha detto in una nota Luigi Di Maio in cui aggiunge che “ad ogni modo c’è una riforma a settembre, fondamentale, che riguarda il taglio definitivo di 345 parlamentari”.

Sembra così concludersi un’esperienza di governo che ha dato e poteva dar molto agli italiani. Una crisi di governo che presumibilmente si concluderà con il voto a ottobre e l’incognita IVA. Se non vengono trovati 23 miliardi di euro, dal 1 gennaio 2020 l’IVA passerà dal 22% al 25%, proprio in virtù delle azioni del Governo di Salvini.

Far cadere il Governo ora, rende meno probabile recuperare quella somma tramite una legge di bilancio, perché le elezioni rinviano alla prossima assemblea parlamentare la soluzione di questo problema e i tempi tecnici difficilmente saranno stretti.

Una vicenda che non vede Salvini al momento nel ruolo di vincitore, anzi su di lui pesano le parole pronunciate da Conte: “Venga in Parlamento a spiegare perché vuole la crisi: il mio governo ha lavorato, non era in spiaggia”.

Parole forti, parole che creeranno non pochi problemi a Salvini, ora costretto a giustificarsi in Parlamento e con un alleato di governo che manterrà una linea difensiva in vista delle prossime elezioni politiche che potrebbero vedere in Giuseppe Conte il candidato Premier perfetto per il M5S.